Paraná fuori dagli argini: oltre 600 famiglie evacuate e nuovi rischi
Le piogge legate a El Niño fanno crescere il fiume al confine con Brasile e Argentina, mentre le dighe aumentano il deflusso e 14 valichi restano chiusi.
La piena del Paraná ha già costretto più di 600 famiglie a lasciare le proprie abitazioni in Paraguay. L’emergenza potrebbe però proseguire nei prossimi mesi: le autorità prevedono infatti che El Niño conservi una forte intensità fino a marzo 2027, mantenendo elevato il pericolo di precipitazioni eccezionali e nuove esondazioni.
Evacuazioni concentrate nel Sud
Le aree più colpite si trovano nell’Alto Paraná, vicino al confine brasiliano, e nei dipartimenti meridionali di Misiones e Ñeembucú, che confinano con l’Argentina. A Ciudad del Este e nella vicina Hernandarias sono state messe al sicuro oltre 300 famiglie; in diverse zone, l’acqua ha già raggiunto le abitazioni.
Altre operazioni hanno interessato Ayolas, con circa 200 nuclei trasferiti, mentre a San Cosme y Damián e Cerrito gli sfollati sono stati 50 per ciascuna località. Arsenio Zárate, responsabile della Segreteria nazionale per le emergenze, ha fornito il bilancio degli interventi e ha descritto una situazione ancora legata all’andamento del fiume.
Le dighe aprono le paratoie
L’aumento della portata ha imposto manovre anche nei grandi impianti idroelettrici della regione. Itaipú, gestita insieme da Paraguay e Brasile, e Yacyretá, amministrata dai due Paesi sul versante argentino, hanno aperto le paratoie per gestire la maggiore quantità d’acqua nel Paraná.
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Secondo le stime di Itaipú, il livello del corso d’acqua potrebbe arrivare a 121 metri sopra il livello del mare. Nel frattempo, l’emergenza ha imposto la sospensione temporanea delle attività in 14 posti di controllo migratorio, aggiungendo difficoltà agli spostamenti nelle zone di confine.
Piogge intense fino al 2027
Il governo paraguayano considera ancora concreto il rischio di ulteriori rovesci violenti e di nuove piene. La previsione di un El Niño intenso fino a marzo 2027 amplia l’orizzonte dell’emergenza ben oltre l’attuale fase di evacuazioni.
Per le comunità già trasferite, il livello del Paraná resta quindi il principale fattore da monitorare. L’evoluzione delle precipitazioni e delle portate determinerà la possibilità di rientrare nelle abitazioni o la necessità di predisporre altri spostamenti.
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