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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Iran, il dossier militare tra Netanyahu e Rubio: nessun attacco imminente

Il premier israeliano e il segretario di Stato americano avrebbero valutato anche un’operazione contro Teheran, ma le fonti frenano sull’urgenza di intervenire.

L’ipotesi di un’azione israeliana contro l’Iran sarebbe stata discussa direttamente da Benjamin Netanyahu e Marco Rubio. Il contatto, riferito da Channel 12, non avrebbe però portato a considerare imminente un intervento: fonti israeliane e statunitensi descrivono infatti gli ultimi sviluppi come non sufficienti a giustificare un’operazione immediata.


L’azione contro Teheran resta possibile

Secondo la ricostruzione dell’emittente israeliana, il primo ministro e il Segretario di Stato americano hanno esaminato anche lo scenario di una possibile iniziativa militare contro Teheran. L’ipotesi viene considerata concreta nel caso in cui l’Iran non modifichi il proprio atteggiamento.

La prospettiva delineata non riguarderebbe un’operazione limitata. Israele riterrebbe necessario, qualora si decidesse di agire, mettere in campo un attacco di ampia portata, con obiettivi distribuiti in più settori strategici del Paese.


Energia e nucleare tra gli obiettivi

Tra le strutture indicate nella valutazione israeliana figurerebbero le infrastrutture, gli impianti energetici e i sistemi missilistici. Nel possibile elenco degli obiettivi rientrerebbero anche i siti collegati al programma nucleare iraniano.

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Il riferimento a un’operazione estesa segnala quindi la portata dello scenario preso in considerazione durante il colloquio, senza implicare che una decisione definitiva sia già stata adottata. Channel 12 ha sottolineato che il confronto non equivale a un via libera immediato all’intervento.


Le fonti escludono l’urgenza

A ridimensionare il rischio di un’azione imminente sono le precisazioni raccolte sia in Israele sia negli Stati Uniti. Secondo queste fonti, gli eventi più recenti non richiederebbero, allo stato attuale, una risposta militare immediata.

Il quadro resta dunque quello di un’opzione discussa e considerata realistica in determinate condizioni, ma non di un attacco già deciso o prossimo. Il colloquio tra Netanyahu e Rubio mantiene aperto il dossier militare, mentre le valutazioni ufficiali riferite dall’emittente invitano a distinguere tra preparazione dello scenario e scelta operativa.

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