Iran, il dossier militare tra Netanyahu e Rubio: nessun attacco imminente
Il premier israeliano e il segretario di Stato americano avrebbero valutato anche un’operazione contro Teheran, ma le fonti frenano sull’urgenza di intervenire.
L’ipotesi di un’azione israeliana contro l’Iran sarebbe stata discussa direttamente da Benjamin Netanyahu e Marco Rubio. Il contatto, riferito da Channel 12, non avrebbe però portato a considerare imminente un intervento: fonti israeliane e statunitensi descrivono infatti gli ultimi sviluppi come non sufficienti a giustificare un’operazione immediata.
L’azione contro Teheran resta possibile
Secondo la ricostruzione dell’emittente israeliana, il primo ministro e il Segretario di Stato americano hanno esaminato anche lo scenario di una possibile iniziativa militare contro Teheran. L’ipotesi viene considerata concreta nel caso in cui l’Iran non modifichi il proprio atteggiamento.
La prospettiva delineata non riguarderebbe un’operazione limitata. Israele riterrebbe necessario, qualora si decidesse di agire, mettere in campo un attacco di ampia portata, con obiettivi distribuiti in più settori strategici del Paese.
Energia e nucleare tra gli obiettivi
Tra le strutture indicate nella valutazione israeliana figurerebbero le infrastrutture, gli impianti energetici e i sistemi missilistici. Nel possibile elenco degli obiettivi rientrerebbero anche i siti collegati al programma nucleare iraniano.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Il riferimento a un’operazione estesa segnala quindi la portata dello scenario preso in considerazione durante il colloquio, senza implicare che una decisione definitiva sia già stata adottata. Channel 12 ha sottolineato che il confronto non equivale a un via libera immediato all’intervento.
Le fonti escludono l’urgenza
A ridimensionare il rischio di un’azione imminente sono le precisazioni raccolte sia in Israele sia negli Stati Uniti. Secondo queste fonti, gli eventi più recenti non richiederebbero, allo stato attuale, una risposta militare immediata.
Il quadro resta dunque quello di un’opzione discussa e considerata realistica in determinate condizioni, ma non di un attacco già deciso o prossimo. Il colloquio tra Netanyahu e Rubio mantiene aperto il dossier militare, mentre le valutazioni ufficiali riferite dall’emittente invitano a distinguere tra preparazione dello scenario e scelta operativa.
Continua a leggere
Sorapis, fiori protetti dietro una grata: la scelta del rifugista
Al Rifugio Vandelli le stelle alpine sono state recintate dopo la scomparsa di due esemplari: il gestore chiede ai visitatori più attenzione e rispetto.
Due giorni liberi e bus gratis: la doppia sfida di Lula
Il presidente brasiliano prepara una riforma costituzionale per azzerare il costo del trasporto collettivo nei fine settimana, dopo il voto sulla settimana lavorativa più breve.
Bend, spari a scuola: bambini feriti e aggressore ucciso
La polizia è intervenuta alla Silver Rail di Bend dopo una segnalazione di colpi d’arma da fuoco: restano da chiarire dinamica e numero delle vittime.
Zampolli lascia l’incarico: Trump gli indica la strada del ritorno agli affari
L’ex inviato speciale del Dipartimento di Stato ringrazia il presidente dopo la rimozione e spiega la durata prorogata del mandato.