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Attualità 2 min di lettura2 giorni fa

Leone XIV a Lourdes: prima l’incontro con le vittime, poi il mea culpa della Chiesa

Il Papa richiama la Chiesa alla conversione e al riconoscimento delle proprie responsabilità nel giorno dell’incontro riservato con sette vittime francesi di abusi.

Il momento più atteso della giornata di Leone XIV a Lourdes è l’incontro riservato con sette francesi che hanno subito abusi sessuali da parte di membri del clero. L’appuntamento, previsto a porte chiuse, arriva dopo un messaggio netto del Papa sulla necessità che la Chiesa affronti le proprie responsabilità.

Davanti a circa 150 mila fedeli, durante la Messa celebrata a Lourdes, il Pontefice ha legato la conversione non soltanto ai singoli credenti, ma anche all’istituzione ecclesiastica. «È oggi, non domani, che bisogna convertirsi», ha affermato nell’omelia.


Il Papa chiede una svolta immediata

Secondo Leone XIV, la Chiesa deve accettare di mettersi in discussione per poter affrontare le conseguenze dei propri errori. Il percorso indicato dal Papa passa dalla disponibilità a riconoscere le ferite, le infedeltà e gli smarrimenti maturati al suo interno.

«Essa deve avere il coraggio di vivere questa conversione in primo luogo», ha detto il Pontefice. Per arrivare alla guarigione, ha aggiunto, è necessario porsi «umilmente sotto lo sguardo purificatore del Signore» e ammettere le responsabilità commesse.


Abusi, il confronto con i vescovi

Il tema era già stato affrontato poco prima della celebrazione, nel colloquio con i vescovi francesi. Leone XIV ha definito gli abusi sui minori «un doloroso flagello», chiedendo all’episcopato di non abbassare l’attenzione sul fenomeno.

Ai vescovi il Papa ha rivolto l’invito a continuare il cammino già avviato, accompagnandolo con «la massima vigilanza». Nella stessa giornata, il faccia a faccia con le sette vittime offrirà uno spazio di ascolto diretto, anche se i contenuti dell’incontro non saranno resi pubblici.

La visita a Lourdes si sviluppa così attorno a due passaggi strettamente legati: il richiamo pubblico alla conversione e il confronto privato con persone segnate dagli abusi commessi da esponenti del clero. Per Leone XIV, il riconoscimento degli errori non può essere rinviato e deve riguardare la Chiesa nel suo insieme.

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