Legge elettorale, la fiducia accende lo scontro: giovedì il voto segreto
Il governo blinda i primi tre articoli della riforma alla Camera, mentre le opposizioni denunciano un ricorso alla fiducia per evitare tensioni nella maggioranza.
Il passaggio più delicato arriverà giovedì, quando la Camera sarà chiamata a esprimersi con scrutinio segreto sul testo della riforma elettorale. Prima, però, l’Aula dovrà affrontare la questione di fiducia posta dal governo sui primi tre articoli del provvedimento, una scelta che ha provocato la dura reazione delle forze di opposizione.
Le votazioni sulla fiducia inizieranno martedì, non prima delle 14, dopo le dichiarazioni di voto previste dalle 12. Il calendario è legato alle regole di Montecitorio: la chiama per appello nominale può partire soltanto dopo 24 ore dalla presentazione della richiesta.
L’opposizione accusa il governo
In Aula Federico Fornaro, deputato del Partito democratico, ha definito la decisione del governo un gesto “indegno” e “uno schiaffo al Parlamento”. Secondo il parlamentare, l’Esecutivo guidato da Giorgia Meloni avrebbe scelto la fiducia per timore di non controllare pienamente i propri gruppi e per evitare l’incertezza legata al voto segreto finale.
La critica è stata rilanciata da Enrica Alifano del Movimento 5 stelle. La deputata ha sostenuto che il provvedimento sia stato portato avanti senza un confronto adeguato né con le opposizioni né, a suo giudizio, all’interno della stessa maggioranza. Per Alifano, modificare le regole elettorali avrebbe richiesto una discussione più ampia, proprio perché si interviene sulle condizioni del confronto politico.
Nel mirino anche le firme per le liste
Riccardo Magi, segretario di +Europa, è intervenuto mentre sta affrontando il sesto giorno di sciopero della fame contro la riforma. Il punto contestato riguarda soprattutto l’aumento delle firme necessarie alle nuove formazioni per presentare una lista alle elezioni politiche e il divieto di raccoglierle attraverso lo Spid.
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Magi ha definito il testo “una schifezza dal punto di vista democratico” e ha chiesto al governo di fermarsi per cercare una soluzione più equilibrata. A suo parere, nessuna delle parti politiche trarrebbe un vantaggio diretto da una disciplina più ragionevole, mentre ne beneficerebbe il funzionamento del Parlamento.
Il calendario del voto alla Camera
La fiducia riguarda gli articoli 1, 2 e 3 della riforma, nella versione modificata dal Senato durante la seconda lettura. Il governo, attraverso il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, non l’ha invece posta sull’articolo 8, anch’esso ancora da approvare perché cambiato a Palazzo Madama.
Dopo le votazioni di martedì, l’iter proseguirà fino al voto conclusivo previsto giovedì. Quest’ultimo si svolgerà a scrutinio segreto, una modalità che le opposizioni considerano una garanzia per la libertà di scelta dei parlamentari e che, allo stesso tempo, alimenta le preoccupazioni della maggioranza sulla tenuta dei suoi numeri.
Filiberto Zaratti, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, ha accusato il governo di aver assunto un ruolo eccessivo nella gestione del provvedimento. A suo giudizio, il confronto sarebbe stato compresso dall’assenza di emendamenti accolti, compresi quelli provenienti dai gruppi di maggioranza, e dalla scelta di blindare una materia di rilievo costituzionale.
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