Le Pen e la cura shock: 140 miliardi da trovare entro il 2032
La leader del Rassemblement national punta al pareggio primario, al deficit sotto il 3% e a un forte ridimensionamento del debito, ma annuncia anche 30 miliardi di sgravi fiscali
Il piano economico di Marine Le Pen per la Francia parte da un allarme sui conti pubblici e arriva a una promessa molto ambiziosa: ridurre la spesa di 140 miliardi di euro entro il 2032, prendendo come riferimento il 2026. La candidata del Rassemblement national, favorita nei sondaggi in vista delle presidenziali del 2027, lega la sua proposta alla necessità di allontanare il rischio di una crisi del debito e di recuperare la fiducia dei mercati.
Il debito è il bersaglio principale
Secondo Le Pen, la Francia deve invertire rapidamente la traiettoria del debito e puntare, nel lungo periodo, a riportarlo al 60% del Pil. La leader del Rassemblement national ha indicato anche un obiettivo intermedio: ridurre il rapporto al 112% del Pil e migliorare i saldi di bilancio già nei primi mesi di un eventuale governo.
Nel corso della presentazione del programma economico, Le Pen ha descritto la situazione come vicina a un «effetto valanga» e ha avvertito che una decisione sbagliata alle urne del 2027 potrebbe esporre il Paese al rischio di default. La strategia annunciata prevede un avanzo primario entro 18 mesi, o comunque entro il 2028 secondo la scansione indicata per il programma, mentre il disavanzo dovrebbe scendere sotto il 3% del Pil entro il 2030.
Tagli e meno imposte insieme
Per raggiungere questi risultati, il partito prevede una riduzione della spesa pubblica pari a circa 25 miliardi di euro ogni anno. L’obiettivo complessivo è ottenere 140 miliardi di risparmi netti entro il 2032 rispetto al livello previsto per il 2026, intervenendo attraverso i successivi bilanci annuali.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
A questa stretta sui conti Le Pen affianca però una diminuzione delle tasse da 30 miliardi di euro netti nello stesso periodo. La candidata ha sostenuto di voler convincere gli investitori che la Francia può tornare a essere considerata affidabile e ha criticato la gestione del bilancio portata avanti, a suo giudizio, dai «socialisti-macroniani» dal 2012 in poi.
Le previsioni del governo francese indicano intanto un disavanzo pubblico al 5,4% del Pil nel 2026. È il punto di partenza sul quale Le Pen costruisce il suo progetto di risanamento, accompagnato dalla promessa di non aumentare ulteriormente la soglia dei tagli annunciati.
Continua a leggere
Spreco alimentare, 10,3 miliardi recuperati: il conto della solidarietà
La ricerca sull’ultimo decennio della legge Gadda misura donazioni e criticità di una rete ancora dipendente da logistica, volontariato e strutture locali.
Apertus 2.0, la sfida svizzera all’AI: enorme ma già al limite
Il modello linguistico nato tra Zurigo, Losanna e Lugano punta su autonomia, trasparenza e nuove applicazioni, mentre l’infrastruttura pone un limite alla crescita.
Francia, il conto di Macron: debito record e Le Pen in agguato
Il presidente francese chiude il decennio con conti pubblici peggiorati, proteste interne e una destra estrema favorita nei sondaggi per il voto del 2027.
Alieni, segreti e rock: il progetto di Tom DeLonge sugli UFO
Dagli avvistamenti raccontati da un investigatore di Manchester alla squadra di ex funzionari e tecnici riunita da Tom DeLonge per studiare il fenomeno.