924notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Lars von Trier mostra il Parkinson in un video della figlia

Il regista danese torna in pubblico dopo quattro anni con un cortometraggio girato da Agnes tra cinema e pittura

Lars von Trier è tornato a mostrarsi in video parlando della sua malattia. Il regista danese, 70 anni, racconta il Parkinson in un cortometraggio realizzato dalla figlia Agnes, oggi disponibile gratuitamente in rete.

Offerta del giorno27 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura + spedizione gratis

Scade tra 65 giorni
*********


Il racconto della malattia

Il film dura 23 minuti e alterna il dialogo tra padre e figlia alle immagini delle opere e delle suggestioni pittoriche legate al cinema di von Trier. Le riprese mostrano il regista provato, con tremori evidenti e un’espressione sofferente, anche se in alcuni passaggi riesce a trovare spazio per l’ironia.

«Ho una malattia che non augurerei nemmeno al mio peggior nemico. Mi sento malissimo e sono divorato dall’ansia», dice von Trier davanti alla macchina da presa. Il regista aggiunge di riuscire ormai con difficoltà a provare entusiasmo per le cose che lo circondano.

La sua ultima apparizione filmata risaliva al 2022, quando aveva reso pubblica la diagnosi di Parkinson. Nel nuovo lavoro Agnes gli domanda quale eredità intenda lasciare: il padre cita alcuni film a cui è particolarmente legato, ma ridimensiona subito il valore della propria opera di fronte al dolore e al corso della natura.


La mostra tra Danimarca e Svezia

Il cortometraggio è collegato alla mostra “Descendant”, inaugurata la scorsa estate al Willumsens Museum in Danimarca. L’esposizione indaga i riferimenti alla pittura presenti nel cinema del regista e comprende materiali visivi dedicati al suo lavoro.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Da pochi giorni la mostra è stata trasferita alla Thiel Gallery di Stoccolma, dove resterà fino a gennaio. Proprio dagli ambienti del museo svedese sono circolati sulla piattaforma X alcuni estratti del film, rilanciati dagli appassionati di cinema.

Nel dialogo Agnes ricorda al padre artisti come Edvard Munch e August Strindberg, considerati eccentrici o incomprensibili dai contemporanei. Von Trier ammette di essersi sentito a sua volta un “idiota” e collega quella posizione alla propria idea di cinema: non ha mai girato film per guadagno, ma seguendo il modo in cui riteneva dovessero essere realizzati.


Il possibile ultimo film

Il regista di “Le onde del destino”, “Dancer in the Dark”, “Idioti” e “Melancholia” non ha ancora fornito aggiornamenti concreti su “After”, indicato come un possibile ultimo progetto cinematografico. La sceneggiatura è stata completata soltanto ad agosto.

Durante l’intervista von Trier ricorda anche il pittore Per Kirkeby, definendolo un “idiota” per una vecchia lettera che gli aveva scritto a proposito di uno dei suoi film. La battuta apre uno dei pochi momenti di leggerezza del cortometraggio, segnato per il resto dal racconto della malattia e dall’ansia del regista.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere