Larry, allarme rientrato: il gatto di Downing Street torna a casa
Dopo un intervento di lieve entità, il felino più famoso della sede del governo britannico è rientrato e sta recuperando sotto osservazione veterinaria.
La cicatrice comparsa nei giorni scorsi aveva alimentato la preoccupazione sui social, ma l’allarme per Larry sembra ormai rientrato. Il celebre gatto di Downing Street è stato sottoposto a un piccolo intervento chirurgico ed è tornato nella sede del governo britannico, dove sta affrontando la convalescenza con prudenza.
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La convalescenza di Larry
A rassicurare il pubblico è stato l’ufficio del premier Andy Burnham, con un messaggio pubblicato su X il 9 ottobre 2026. «Il nostro acchiappa-topi Larry è tornato a Downing Street dopo una piccola operazione e si sta riprendendo bene. Sta molto meglio, ma procede con cautela, un passo alla volta. Siamo grati ai veterinari per le loro cure eccezionali», si legge nella comunicazione.
Il riferimento alla sua attività di “acchiappa-topi” richiama il ruolo ufficiale con cui Larry è conosciuto nella sede istituzionale. Le autorità non hanno fornito ulteriori dettagli sull’intervento, limitandosi a sottolineare i progressi dell’animale e la qualità dell’assistenza ricevuta dai veterinari.
Una presenza diventata istituzionale
Larry vive a Downing Street dal 15 settembre 2011. A portarlo nella residenza del governo fu l’allora primo ministro David Cameron, che lo fece arrivare dalla Battersea Dogs and Cats Home.
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Nel corso degli anni il felino ha smesso di essere soltanto il responsabile della caccia ai roditori, diventando una presenza riconoscibile della vita politica britannica. Nel 2019, durante la visita del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, entrò nella fotografia ufficiale scattata davanti a Downing Street.
Poche ore più tardi, Larry attirò nuovamente l’attenzione quando fu visto riposare proprio sotto l’auto blindata del presidente americano. Episodi di questo tipo hanno contribuito a renderlo una delle figure più note associate alla sede del governo, al di là dei frequenti cambiamenti ai vertici della politica britannica.
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