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Attualità 4 min di lettura1 ora fa

Lapo Elkann rompe il fronte legale: cosa può cambiare nell’eredità Agnelli

Nel processo civile di Torino il nipote sceglie Filippo Modulo dello Studio Chiomenti, mentre John e Ginevra restano assistiti dai precedenti difensori

La scelta di Lapo Elkann introduce un elemento nuovo nella causa sull’eredità Agnelli: il nipote ha affidato la propria difesa a Filippo Modulo, dello Studio Chiomenti, separandosi dagli avvocati che continuano a rappresentare John e Ginevra. Il significato della decisione non è ancora chiaro, ma potrebbe emergere nelle prossime udienze del procedimento civile torinese.


La difesa di Lapo cambia squadra

La nomina di Modulo, socio dirigente dello Studio Chiomenti, è emersa durante l’udienza davanti al Tribunale civile di Torino. Il legale, esperto di diritto commerciale, finanziario e successorio, sarà affiancato da altri professionisti dello stesso studio.

Fino a questo momento Lapo condivideva i difensori con i fratelli. Eugenio Barcellona e Carlo Re, dello Studio Perdersoli-Gattai, hanno rinunciato al mandato soltanto nei suoi confronti e restano invece al fianco di John e Ginevra. La scelta può indicare un rafforzamento tecnico concordato tra i tre fratelli, ma non si può escludere che Lapo voglia seguire una strategia autonoma.

Dal processo, celebrato a porte chiuse, non sono arrivate indicazioni utili a confermare una divergenza concreta tra le posizioni dei tre eredi. Nei mesi passati, inoltre, erano circolate indiscrezioni su un possibile riavvicinamento tra Lapo e la madre Margherita Agnelli, residente a Ginevra. Le voci non sono state confermate, ma nemmeno smentite direttamente dagli interessati.


Il nodo della residenza di Marella

La causa è stata avviata da Margherita Agnelli de Pahlen contro i tre figli. La figlia di Gianni Agnelli sostiene che la madre Marella Caracciolo di Castagneto non avesse una reale residenza in Svizzera e chiede quindi di invalidare il testamento svizzero con cui la vedova dell’Avvocato aveva indicato come eredi esclusivi i nipoti Elkann.

L’udienza più recente ha dato spazio alla deposizione di Renate Elsasser, convocata su richiesta dei legali di John Elkann e Ginevra. La testimone era stata assunta il 1° aprile 2017 come responsabile della casa, governante e assistente personale di Marella, con il compito di occuparsi dello Chalet Icy di Lauenen, nei pressi di Gstaad.

Quella località era stata indicata come ultima residenza fiscale della vedova Agnelli, morta il 23 febbraio 2019. Secondo la Procura di Torino, però, lo chalet sarebbe rimasto vuoto per buona parte dell’anno e la residenza svizzera sarebbe stata costruita per ridurre il peso fiscale dell’eredità e impedire a Margherita di rivendicare i propri diritti successori.

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Un patrimonio da oltre un miliardo

Se il Tribunale civile accogliesse la tesi della residenza elvetica fittizia, il testamento della vedova di Gianni Agnelli potrebbe essere dichiarato nullo. In quel caso Margherita potrebbe ottenere l’eredità dei beni italiani ed esteri della madre, comprendente oltre un miliardo di euro distribuito tra capitali collocati in trust e società fiduciarie in Liechtenstein e in altri paradisi fiscali, oltre a opere d’arte e gioielli di grande valore.

La decisione avrebbe possibili conseguenze anche sull’assetto societario della famiglia. In discussione potrebbe finire la titolarità delle quote della società semplice Dicembre, attraverso la quale John Elkann controlla la Giovanni Agnelli BV, società olandese che riunisce i discendenti della dinastia, e quindi la struttura proprietaria dell’impero di famiglia tramite Exor.

Gli avvocati degli Elkann, sia sul fronte civile sia su quello penale, hanno sempre sostenuto che il controllo di Dicembre non possa essere contestato. La Procura torinese, finora, non ha incluso quelle quote nel calcolo dell’evasione fiscale e dell’imposta di successione collegata all’eredità di Marella Caracciolo.


Il processo civile resta aperto

Il procedimento civile ha acquisito gli atti dell’inchiesta penale, nella quale le posizioni di Lapo e Ginevra Elkann sono state archiviate. I pubblici ministeri Marco Gianoglio, Mario Bendoni e Giulia Marchetti ritengono invece di aver raccolto elementi sulla natura artificiosa della residenza svizzera.

Sul versante penale, venerdì 16 ottobre è prevista a Torino la ripresa dell’udienza preliminare nella quale è stata richiesta la citazione a giudizio di John Elkann per truffa ai danni dello Stato ed evasione fiscale fraudolenta. Alla fine del 2025, il presidente di Stellantis aveva comunque accolto le contestazioni della Guardia di Finanza, versando 183 milioni di euro all’Agenzia delle Entrate.

Il cambio di avvocato deciso da Lapo si inserisce dunque in una controversia ancora lontana da una conclusione. Solo l’evoluzione delle prossime udienze potrà chiarire se la nuova difesa rappresenti una scelta organizzativa condivisa dalla famiglia oppure l’inizio di una posizione distinta rispetto a quella di John e Ginevra.

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