Landini sposta gli equilibri: la piazza che può aiutare Conte
La Cgil convoca a Roma una manifestazione su salari, pace e welfare, offrendo al leader del M5S una piattaforma politica mentre il centrosinistra resta diviso.
La mobilitazione convocata dalla Cgil per sabato 17 ottobre a Roma rischia di diventare molto più di una protesta sindacale. In un momento segnato dal carovita e dalle tensioni nella coalizione progressista, Maurizio Landini rimette al centro la piazza e Giuseppe Conte può trovare proprio lì lo spazio politico che gli manca nel confronto con il Partito democratico.
La manifestazione si terrà in piazza San Giovanni e punta a raccogliere il malcontento di chi deve fare i conti con salari insufficienti, servizi pubblici sotto pressione e aumento delle spese quotidiane. Il sindacato torna così a proporsi come punto di aggregazione di un fronte sociale che i partiti del cosiddetto campo largo non sono riusciti finora a costruire.
La piazza rafforza la posizione di Conte
Per il presidente del M5S l’appuntamento rappresenta un’occasione favorevole. Il tema della pace, insieme al rifiuto del riarmo e dell’incremento delle spese militari, è infatti destinato a occupare una posizione centrale nella sua linea politica e potrebbe diventare anche uno degli argomenti della sua campagna per le primarie.
Nel frattempo, il rapporto tra Conte ed Elly Schlein si è ulteriormente irrigidito. Dopo la direzione del Pd nella quale la segretaria ha usato toni molto duri e dopo gli attacchi rivolti da Conte a Matteo Renzi, il confronto interno al centrosinistra si è concentrato anche sull’ipotesi di ricorrere al voto in rete per le primarie. Nel Pd c’è chi teme possibili manipolazioni e Giuliano Ferrara ha definito questa prospettiva «putinismo in rete».
Landini riapre il cantiere sociale
La Cgil ha riproposto il progetto della “Via maestra”, una rete che comprende realtà sociali e culturali come Arci e Acli. L’obiettivo dichiarato è riunire attorno a lavoro, retribuzioni, welfare, pace, ambiente e Costituzione un insieme ampio di organizzazioni e sensibilità.
Sul versante politico, il sindacato indica una lista di priorità che comprende il contrasto alla precarietà e alle disuguaglianze, una fiscalità progressiva, il rafforzamento di sanità e scuola pubbliche, il no all’autonomia differenziata e la contrarietà alla riforma elettorale. La Cgil sintetizza il senso dell’iniziativa con la formula: «mettere al centro lavoro, salari, welfare, pace, ambiente e Costituzione».
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Un fronte largo, ma difficile da tenere insieme
La piattaforma è ampia e mette nello stesso contenitore temi sociali, economici e internazionali. Proprio questa varietà può attirare il consenso dell’area più radicale, ma rischia di creare problemi ai partiti centristi che partecipano al campo largo e che guardano con cautela alle posizioni di Landini e Conte.
Un’anticipazione di questa saldatura si è vista a Sesto Fiorentino, durante un’iniziativa organizzata da un’associazione autonoma con il patrocinio della Cgil Toscana e della Flai Cgil nazionale. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, Giuseppe Conte, Jeffrey Sachs, Francesca Albanese, Elena Basile, Goffredo Bettini e Roberto Scarpinato.
Nel corso dell’appuntamento, dal pubblico è stata pronunciata una frase di esplicito odio antisemita. Secondo il resoconto, chi sedeva al tavolo della presidenza avrebbe reagito con un sorriso invece di allontanare l’autore dell’intervento: un episodio destinato ad alimentare le polemiche attorno a quel circuito politico e culturale.
Il sindacato può pesare sulle primarie
Landini, dopo una fase in cui la sua presenza politica era apparsa meno centrale, torna dunque a svolgere il ruolo di organizzatore di una mobilitazione nazionale. La Cgil dispone di una struttura capillare e della capacità di portare in piazza iscritti e sostenitori anche attraverso numerosi pullman.
Per questo la manifestazione potrebbe incidere sugli equilibri della competizione interna al centrosinistra. Se la partecipazione sarà consistente, il segretario della Cgil potrebbe diventare un interlocutore decisivo per le primarie e Conte avrebbe a disposizione una base di consenso più riconoscibile, mentre Schlein rischierebbe di dover affrontare una coalizione ancora più spostata sui temi sociali e pacifisti.
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