Landini alza il tiro: sciopero generale il 20 novembre e attacco al governo
Dalla manifestazione di Roma, il segretario della Cgil annuncia la mobilitazione nazionale e chiede nuove risorse per sanità, scuola e abitazioni
Il 20 novembre è la data indicata da Maurizio Landini per lo sciopero generale della Cgil. L’annuncio è arrivato da piazza del Popolo, a Roma, durante la manifestazione La Via Maestra, dove il segretario del sindacato ha sostenuto che la partecipazione abbia superato le 100mila persone.
Dal palco, Landini ha collegato la mobilitazione alla difesa della democrazia, dei diritti e della giustizia sociale. In piazza erano presenti anche i principali esponenti dell’area progressista, tra cui Giuseppe Conte, Elly Schlein, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli.
Douglas
-20% su ordini da 69€ da Douglas
La piazza prepara lo sciopero
Secondo Landini, la protesta dovrà diventare un passaggio di un percorso più ampio di cambiamento. Il segretario della Cgil ha rivendicato il valore collettivo dell’astensione dal lavoro, spiegando che chi sciopera non tutela soltanto la propria condizione, ma contribuisce ad allargare i diritti a tutti.
«Lo sciopero è un diritto sancito dalla Costituzione», ha detto dal palco, definendolo anche uno degli strumenti più solidali a disposizione dei lavoratori. Rivolgendosi alla piazza, ha poi aggiunto: «È ora di riprenderci la parola, difendiamo la democrazia praticandola».
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
La patrimoniale e l’accusa al governo
Nel suo intervento, Landini ha riproposto anche l’idea di un contributo patrimoniale. La sua proposta riguarda chi possiede un patrimonio netto superiore a 2 milioni di euro: un prelievo dell’1%, secondo i calcoli citati dal segretario, permetterebbe di raccogliere 25 miliardi da destinare a sanità, scuola e casa.
L’attacco più duro è stato rivolto alla maggioranza e al governo guidato da Giorgia Meloni. Landini ha collegato il riferimento alla “terza Repubblica”, attribuito a una delle sorelle Meloni parlando della legge elettorale, al timore di una trasformazione in senso autoritario delle istituzioni.
«Alla nostra Costituzione nata dalla Resistenza non rinunceremo mai», ha dichiarato. Nella sua ricostruzione, il progetto della maggioranza non sarebbe fondato sul lavoro, ma sul mercato e sullo sfruttamento, con il rischio di indebolire la natura democratica della Repubblica.
Continua a leggere
Gasolio alle stelle, nei campi tornano asini e cavalli: l’allarme dalla Puglia
I blocchi dei trasportatori fanno sentire gli effetti nei negozi e nei forni, mentre agricoltori e autisti chiedono un confronto diretto con il governo.
Tirana nel caos: fiamme e molotov tra banche e istituzioni
Un’auto incendiata e una nube di fumo segnano gli scontri vicino al palazzo del governo, mentre vengono colpite anche sedi pubbliche e finanziarie.
Milano, violenze in piazza: la politica si divide sulla protesta
Dopo gli scontri e i danni nel centro del capoluogo lombardo arrivano condanne bipartisan, ma anche accuse all’opposizione e richieste di nuove norme
Leone XIV, il chirurgo rassicura: il viaggio resta possibile
Stefano Margaritora, che ha operato il Pontefice al polmone destro, descrive un recupero regolare e spiega come la malattia sia emersa durante controlli addominali