Lagarde, il calendario che riapre il caso Bce: cosa può succedere
Un’analisi di Deutsche Bank considera possibile un passo indietro anticipato della presidente, mentre le capitali europee lavorano sulle prossime nomine.
La permanenza di Christine Lagarde alla guida della Bce potrebbe tornare al centro delle trattative sulle principali cariche dell’Unione europea. Secondo un’analisi di Deutsche Bank, la presidente potrebbe lasciare l’incarico prima della scadenza naturale prevista alla fine di ottobre, in uno scenario legato alla definizione degli equilibri istituzionali europei.
Un’uscita anticipata resta possibile
Il documento ipotizza che le dimissioni possano arrivare con alcuni mesi di anticipo rispetto al termine del mandato. L’obiettivo sarebbe rendere più sicuro il quadro delle nomine europee, evitando che la posizione della Bce resti intrecciata alle altre decisioni ancora da assumere.
Da Francoforte, tuttavia, non è arrivata alcuna conferma ufficiale. La banca centrale non ha commentato lo scenario indicato nel rapporto, lasciando senza risposta le indiscrezioni sul futuro della sua presidente.
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Il nodo delle nomine europee
Il calendario delle trattative potrebbe essere più ravvicinato del previsto: l’intesa tra i governi sulle cariche dell’Unione potrebbe infatti essere raggiunta già alla fine di novembre. In questo contesto, l’eventuale anticipo dell’addio di Lagarde viene considerato come una delle ipotesi da valutare per facilitare la sistemazione complessiva degli incarichi.
La stessa Lagarde ha comunque ridimensionato la portata di un possibile passo indietro. Parlando dell’eventualità di concludere prima il mandato, ha spiegato: «Se dovessi lasciare in anticipo, sarebbe solo per qualche mese». La frase lascia aperta la questione sulle tempistiche, senza trasformare l’ipotesi in una decisione già presa.
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