La Perla, otto vittime riconosciute: il conto sale a 38
I resti appartengono a quattro donne e quattro uomini scomparsi durante la dittatura argentina e sono stati recuperati in una fossa comune a Córdoba.
Per le famiglie è arrivata una conferma attesa da decenni: otto persone scomparse durante la dittatura argentina hanno finalmente un’identità. I loro resti sono stati riconosciuti dopo gli scavi condotti vicino a La Perla, l’ex centro clandestino di detenzione nella provincia di Córdoba.
Tra le vittime c’è Cecilia Pessina, una psicologa di 28 anni sequestrata nell’agosto del 1976. L’annuncio dei nomi è stato dato dal giudice di Córdoba Hugo Vaca Narvaja durante una conferenza stampa alla quale hanno partecipato i familiari.
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Una scoperta che porta a 38 identificazioni
Le otto persone riconosciute sono quattro donne e quattro uomini. Il loro ritrovamento è legato alle indagini avviate nel 2025 su un’area adiacente a una caserma che, durante il regime, veniva utilizzata per la detenzione e la tortura.
Con quest’ultimo risultato, nell’area di La Perla salgono a 38 i desaparecidos identificati nell’arco dell’ultimo anno. Il lavoro, però, non è concluso: gli specialisti hanno recuperato centinaia di frammenti ossei mischiati, riconducibili a un numero di vittime che non è ancora stato stabilito.
Gli scavi continuano tra i frammenti
Le analisi sono state realizzate dall’équipe argentina di antropologia forense, impegnata a ricomporre e attribuire i resti rinvenuti nella fossa comune. Secondo quanto comunicato dagli esperti, le operazioni di identificazione proseguiranno anche sui reperti ancora privi di un’attribuzione.
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La Perla è considerata uno dei principali luoghi della repressione nella provincia. Le stime indicano che almeno 2.200 persone furono torturate e uccise nel centro durante la dittatura militare, durata dal 1976 al 1983.
Il bilancio della dittatura resta conteso
Le organizzazioni per i diritti umani valutano in circa 30.000 il numero complessivo delle persone morte o scomparse sotto il regime. Questa cifra viene contestata dal presidente Javier Milei, che la considera sovrastimata.
L’identificazione degli otto resti aggiunge ora nuovi elementi alla ricostruzione giudiziaria di quella stagione. Per i parenti, il riconoscimento consente almeno di dare un nome alle vittime e di proseguire la ricerca sulle altre persone sepolte nell’area.
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