La Meloni pro-Palestina? Il video creato dall’AI inganna l’estero
Una serie di filmati falsi attribuisce alla premier gesti e parole mai pronunciati, sfruttando immagini dell’ONU e una narrazione confezionata per il pubblico internazionale.
Negli Stati Uniti, in Spagna e in India i verificatori hanno smentito una serie di filmati che mostrano Giorgia Meloni come paladina della causa palestinese. La diffusione internazionale dei contenuti dimostra quanto sia facile presentare come notizia una scena artificiale quando chi la guarda non conosce il contesto politico italiano.
La falsa svolta che in Italia non convince
I filmati hanno avuto una circolazione molto limitata nelle comunità social italiane, con una sola eccezione. Per il pubblico nazionale, infatti, l’immagine della Presidente del Consiglio con una bandiera palestinese al collo entra in evidente contrasto con le posizioni espresse da Meloni e dal suo governo su Israele e Gaza.
All’estero, invece, il quadro può apparire diverso. Una persona che non segue la politica italiana potrebbe non riconoscere l’incoerenza del racconto, soprattutto davanti a una grafica con la scritta «BREAKING», a una didascalia in inglese e a uno sfondo che richiama le Nazioni Unite. È in questo ambiente che i contenuti hanno trovato terreno fertile, fino a rendere necessarie verifiche indipendenti in tre Paesi lontani tra loro.
Meloni trasformata in icona palestinese
Nella narrazione costruita dai video, Meloni entrerebbe all’Assemblea generale dell’ONU con i colori palestinesi e accuserebbe Israele di crimini di guerra, arrivando a sostenere apertamente la nascita di uno Stato palestinese. Una delle clip la mostra mentre percorre un corridoio delle Nazioni Unite con la bandiera palestinese sulle spalle, passando davanti a Benjamin Netanyahu.
Il filmato più rilanciato dura dieci secondi. Su TikTok ha raggiunto più di 440 mila visualizzazioni dalla pubblicazione, mentre una successiva condivisione su X, effettuata da un utente legato a QAnon, ha superato 3 milioni di visualizzazioni. Il post era accompagnato dalla parola «BREAKING» e dalla frase attribuita senza fondamento alla premier: «Sono una donna e anche una madre. Non posso stare con chi uccide bambini innocenti».
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Tracce dell’intelligenza artificiale
Il primo caricamento risale al 30 aprile 2026 e compare su TikTok su un profilo che oggi utilizza il nome «pm of itly meloni». La pubblicazione è poi tornata sotto i riflettori su X dal 24 settembre, proprio nei giorni dell’Assemblea generale dell’ONU, alla quale Meloni non ha preso parte.
Lo stesso account ha diffuso complessivamente 32 video. Il profilo conta 11 mila follower e 192 mila mi piace, cifre modeste se confrontate con il pubblico raggiunto dai singoli filmati attraverso altri utenti e piattaforme, spesso senza alcun riferimento alla pagina d’origine.
Volti deformati e bandiere sbagliate
Le immagini contengono diversi indizi che ne rivelano la natura artificiale. In alcune sequenze la premier appare con abiti mai indossati, ispirati a una rappresentazione generica dell’abbigliamento mediorientale; in altre ha i capelli scuri. Un video pubblicato ad agosto 2026 arriva persino a mostrarne un volto quasi irriconoscibile.
Altri fotogrammi la fanno avanzare attraverso i tavoli come se il corpo fosse privo di consistenza. L’errore più frequente riguarda però la bandiera palestinese, riprodotta in modo incoerente e talvolta mescolata ai colori di quella iraniana. Un particolare che potrebbe offrire indicazioni sulla provenienza dell’account, senza modificare la conclusione: le scene non documentano eventi reali.
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