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Attualità 1 min di lettura47 min fa

Voto postale, stop della Corte Suprema alle regole di Trump: decisione 7-2

Il massimo tribunale statunitense ha congelato, almeno per le elezioni di novembre, le nuove condizioni volute dall’amministrazione per accedere al voto per corrispondenza.

La decisione arriva alla vigilia delle elezioni di metà mandato e ridimensiona il tentativo dell’amministrazione Trump di rendere più difficile l’uso del voto postale. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto il provvedimento con sette voti contro due, lasciando per ora senza effetto le nuove restrizioni.


La stretta resta congelata

Le misure erano state introdotte dal presidente attraverso un ordine esecutivo e puntavano a irrigidire le regole applicate agli elettori che scelgono di votare per corrispondenza. Il pronunciamento riguarda almeno le consultazioni di novembre, per le quali le disposizioni non potranno essere attuate nei termini previsti dall’amministrazione.

Il voto postale rappresenta uno strumento utilizzato da almeno un terzo degli elettori statunitensi. Per questo, lo stop giudiziario colpisce direttamente il progetto della Casa Bianca di limitarne l’accesso, proprio mentre il Paese si prepara a una tornata elettorale cruciale.

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Trump attacca i giudici

La reazione del presidente è stata durissima. Trump ha accusato la Corte Suprema di aver deluso gli Stati Uniti e di essersi lasciata intimidire dai democratici: «Ha deluso l’America, si fa intimidire dai dem».

Il caso riguarda anche gli elenchi degli elettori presenti sul portale del Servizio postale, ma il testo disponibile si interrompe prima di fornire ulteriori dettagli sul procedimento. Resta comunque confermato l’esito del voto dei giudici: sette contrari all’applicazione delle restrizioni e due favorevoli.

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