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Attualità 2 min di lettura35 min fa

La Madonna di Nagasaki torna in America: il viaggio del simbolo atomico

Il frammento della statua sopravvissuta alla distruzione di Urakami sarà esposto a New York durante gli appuntamenti internazionali sul disarmo nucleare

Un frammento segnato dalle fiamme attraverserà di nuovo il Pacifico per riportare al centro dell'attenzione la tragedia di Nagasaki. La testa lignea della Vergine Maria sopravvissuta all'esplosione atomica del 9 agosto 1945 sarà infatti trasferita negli Stati Uniti, dove verrà mostrata durante gli appuntamenti dedicati al disarmo nucleare.

La partenza dal Giappone è prevista in novembre, a sedici anni dall'ultimo viaggio oltreconfine. A New York il reperto dovrebbe essere presentato nella sede delle Nazioni Unite e, tra novembre e dicembre, anche in alcune chiese statunitensi, oltre che durante incontri con associazioni e gruppi civici.


Un reperto per ricordare Nagasaki

La testa della statua è conservata nella cattedrale di Urakami, a Nagasaki, nel sud-ovest del Giappone. Il luogo di culto venne distrutto dal bombardamento e proprio tra le sue rovine fu recuperato il volto della Madonna, rimasto per anni nella prefettura di Hokkaido prima di essere riconsegnato alla comunità religiosa.

Il legno porta ancora i segni dell'incendio: la superficie è annerita e segnata dal calore. Con il passare del tempo, questa immagine è diventata una testimonianza della distruzione atomica e ha ispirato anche opere letterarie e musicali. In Giappone il reperto è conosciuto come Hibaku no Maria, espressione che richiama la sua sopravvivenza all'esplosione.

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Il ritorno negli Stati Uniti

Secondo quanto riferito da una fonte informata sui preparativi, il viaggio sarà organizzato da religiosi cattolici insieme a rappresentanti di organizzazioni e arcidiocesi del Giappone e degli Stati Uniti impegnati per l'abolizione delle armi atomiche. La visita si svolgerà mentre la comunità internazionale mostra, secondo i promotori, una crescente distanza dagli obiettivi del disarmo.

L'iniziativa coinciderà con la conferenza di novembre dedicata alla revisione del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari. L'ultima presenza della testa della statua negli Stati Uniti risale invece al 2010, quando fu portata a New York per la conferenza quinquennale di riesame del Trattato di non proliferazione nucleare.

L'esposizione punta a rendere concreto il ricordo di ciò che accadde a Nagasaki, affiancando agli incontri istituzionali la memoria di una vittima indiretta della guerra. Il programma prevede anche appuntamenti con realtà civiche e comunità religiose, così da collegare la discussione sul disarmo alla testimonianza custodita dalla cattedrale di Urakami.

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