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Attualità 2 min di lettura47 min fa

Dalle rovine di Nagasaki all’Onu: il viaggio della reliquia sopravvissuta

Il volto ligneo della Vergine, annerito dall’esplosione del 9 agosto 1945, sarà mostrato a New York e in alcune chiese statunitensi dopo sedici anni.

Dopo sedici anni, il frammento più drammatico della cosiddetta Hibaku no Maria lascerà nuovamente il Giappone. La testa della statua lignea della Vergine Maria, segnata dall’incendio seguito all’esplosione atomica su Nagasaki, sarà trasferita negli Stati Uniti durante il mese di novembre.

La reliquia sarà portata a New York da una delegazione di religiosi e organizzazioni cattoliche giapponesi e statunitensi. Il programma comprende un’esposizione presso la sede delle Nazioni Unite, altre tappe in chiese americane e momenti di confronto con associazioni e gruppi della società civile.


Una testimonianza nel cuore dell’Onu

La presenza del reperto è collegata alla conferenza di novembre dedicata alla revisione del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari. L’iniziativa punta a riportare al centro del dibattito il volto umano della distruzione del 9 agosto 1945, mentre sul piano internazionale si registra un progressivo distacco dagli obiettivi del disarmo.

L’ultima trasferta negli Stati Uniti risale al 2010, quando la testa della statua fu presentata a New York in occasione della conferenza quinquennale di riesame del Trattato di non proliferazione nucleare. Per il nuovo viaggio sono previste attività tra novembre e dicembre, con l’intervento di realtà cattoliche impegnate contro le armi atomiche.


Il reperto custodito a Nagasaki

Oggi il frammento si trova nella cattedrale di Urakami, nel sud-ovest del Giappone. L’arcidiocesi di Nagasaki ha ricordato che la testa venne recuperata tra i resti della precedente cattedrale, rasa al suolo dall’attacco, dopo essere rimasta per molti anni nella prefettura dell’Hokkaido.

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La superficie scura e le tracce lasciate dal calore rendono ancora visibili le conseguenze dell’esplosione. Nel corso dei decenni, la scultura è diventata un emblema della tragedia di Nagasaki e ha alimentato anche opere letterarie e composizioni musicali.


Un simbolo contro gli ordigni atomici

Secondo una fonte informata sui preparativi, citata da Kyodo, il viaggio è organizzato da rappresentanti di arcidiocesi e associazioni cattoliche dei due Paesi. La delegazione intende usare la reliquia come prova concreta della devastazione provocata dalle armi nucleari, non soltanto come oggetto di devozione.

L’esposizione negli Stati Uniti riporterà così davanti al pubblico una testimonianza nata dalle macerie della cattedrale di Urakami. Il suo ritorno coincide con un appuntamento diplomatico dedicato al controllo degli arsenali e alla prospettiva della loro abolizione.

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