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Attualità 1 min di lettura2 ore fa

La Cassazione conferma il blocco dell’area a caldo a Taranto

I giudici hanno ritenuto inammissibili i motivi legati all’amianto e alle polveri sottili sollevati dalle società

La Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi presentati contro il provvedimento che dispone il fermo dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto. La decisione riguarda Ilva in amministrazione straordinaria e Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria.

Il ricorso non è stato accolto perché, secondo i giudici, anche un’eventuale valutazione favorevole sulle emissioni di polveri sottili non avrebbe modificato l’esito della causa. La Corte d’appello di Milano aveva infatti fondato la propria decisione su motivazioni considerate autonome.

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I motivi contestati dalle società

I commissari chiedevano di annullare il decreto della Corte d’appello milanese, contestando il modo in cui erano stati esaminati alcuni elementi relativi all’autorizzazione integrata ambientale del 2025.

Tra i punti sollevati figuravano lo studio di VIS, il parere positivo dell’Istituto superiore di sanità e l’assenza di indicazioni sui limiti di sicurezza aggiuntivi da applicare alle emissioni di polveri. Le società richiamavano inoltre il livello produttivo autorizzato di 6 milioni di tonnellate annue, invece della produzione effettiva del momento.

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La motivazione della Cassazione

La Suprema corte ha definito quei motivi «inammissibili per difetto di interesse». La ragione è legata alla struttura della sentenza d’appello: le argomentazioni sull’amianto e quelle sulle polveri sottili erano state presentate come indipendenti e ciascuna, da sola, sufficiente a sostenere il provvedimento.

Di conseguenza, dopo il rigetto delle contestazioni riguardanti l’amianto, l’accoglimento della domanda collettiva non sarebbe venuto meno nemmeno se fossero state accolte le obiezioni relative alle polveri sottili. Il fermo disposto per l’area a caldo dell’impianto di Taranto resta quindi al centro della decisione già adottata dalla Corte d’appello di Milano.

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