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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

A Taranto resta fermo il ciclo integrale dell’acciaieria

Respinto il ricorso di Ilva e Acciaierie d’Italia: si ferma l’area a caldo dello stabilimento pugliese

La Corte di Cassazione ha confermato la sospensione dell’area a caldo dell’acciaieria di Taranto. Il ricorso straordinario presentato da Ilva e Acciaierie d’Italia è stato respinto nella giornata di giovedì 29 ottobre.

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La decisione della Cassazione

Il pronunciamento della Suprema corte mantiene quindi il blocco della parte dello stabilimento destinata alla produzione siderurgica a ciclo integrale. Il ricorso mirava a mettere in discussione la sospensione dell’area a caldo, ma la decisione ha confermato il provvedimento già adottato.

L’esito è arrivato poco prima delle 14:35. La decisione riguarda direttamente il futuro dell’impianto di Taranto e, per come viene descritta, porta sostanzialmente alla conclusione dell’attività dell’acciaieria nella sua configurazione a ciclo integrale.

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Le conseguenze per l’impianto

Con la conferma dello stop, l’area a caldo non potrà riprendere l’attività sulla base del ricorso presentato dalle due società. Il provvedimento interessa il nucleo produttivo dello stabilimento tarantino, quello legato al ciclo completo della lavorazione dell’acciaio.

La pronuncia della Cassazione chiude così il passaggio giudiziario avviato da Ilva e Acciaierie d’Italia. Il quadro delineato dalla decisione viene considerato, in sostanza, la fine dell’impianto siderurgico a ciclo integrale di Taranto.

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