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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Kyjiv prepara il dopo-Starlink: il piano satellitare parte nel 2028

Ucraina e Finlandia avviano un progetto per comunicazioni satellitari sotto controllo ucraino, mentre gli accordi bilaterali rafforzano anche energia e trasporti

La dipendenza dalle reti satellitari commerciali è diventata una vulnerabilità strategica per l’Ucraina. Per ridurla, Kyjiv ha avviato con la Finlandia un percorso che dovrebbe portare ai primi satelliti nel 2028: non una soluzione immediata, ma il primo passo verso comunicazioni più autonome.

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Il progetto guarda già al 2028

L’intesa è stata formalizzata attraverso una lettera d’intenti sottoscritta dal ministero della Difesa ucraino e dalle società finlandesi Iceye e Nokia. Il programma prevede una rete composta da satelliti in orbita terrestre bassa, strutture a terra e apparecchiature destinate agli utenti.

Il ruolo delle due aziende sarà distinto. Iceye dispone di satelliti radar ad apertura sintetica, capaci di osservare il territorio anche di notte e quando la copertura nuvolosa impedisce le immagini ottiche. Il progetto annunciato con Nokia riguarda invece la trasmissione delle comunicazioni e punta a mettere le infrastrutture sotto una supervisione diretta dell’Ucraina.

L’obiettivo è rafforzare il controllo nazionale su una capacità indispensabile per lo scambio di dati, il coordinamento delle unità e la conduzione delle operazioni. Tuttavia, la firma della lettera non significa che la rete sia già disponibile: serviranno ulteriori verifiche tecniche, investimenti e fasi di sviluppo industriale prima di arrivare a un sistema operativo.


Starlink resta insostituibile nel breve periodo

Il progetto nasce sullo sfondo della dipendenza ucraina da Starlink, la rete gestita da SpaceX, e delle restrizioni che hanno interessato Starshield, il servizio della stessa società rivolto agli impieghi governativi e militari. Le due piattaforme non coincidono e la futura infrastruttura ucraina non potrà rimpiazzare nell’immediato una rete già impiegata sul campo.

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La questione, però, non riguarda soltanto le prestazioni tecniche. In una guerra prolungata, l’accesso alle comunicazioni può essere condizionato dalle scelte dell’azienda proprietaria del sistema e dal quadro politico che ne autorizza l’utilizzo. Disporre di un’alternativa controllabile da Kyjiv permetterebbe quindi di contenere, almeno in parte, questo margine di incertezza.


Helsinki sostiene anche la resilienza

Il piano satellitare è soltanto uno dei sette documenti presentati giovedì durante i colloqui di Kyjiv tra Volodymyr Zelensky e il presidente finlandese Alexander Stubb. Il valore complessivo indicato per gli accordi è di 300 milioni di euro, una cifra che comprende l’intero pacchetto e non rappresenta un finanziamento destinato esclusivamente alla rete spaziale.

Le altre intese riguardano la logistica ferroviaria, con locomotive e attrezzature, oltre al comparto energetico. Sono previste anche risorse per difendere gli impianti dagli attacchi russi e mantenere attivi i servizi essenziali.

La collaborazione si sviluppa dunque su due piani. Nel presente punta a sostenere trasporti ed energia durante il conflitto; nel medio periodo mira invece a costruire capacità tecnologiche meno esposte alle decisioni di soggetti esterni. Per l’Ucraina, la sfida è continuare a comunicare oggi e, allo stesso tempo, ridurre la dipendenza da infrastrutture che non può controllare pienamente.

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