Kimi, il campione di Formula 1 con la paghetta
Il pilota bolognese vive lontano dal lusso: la madre stabilisce ogni mese la somma da spendere
Kimi Antonelli è diventato campione del mondo di Formula 1 a 20 anni. A casa, però, continua a ricevere una somma mensile fissata dalla madre.
GioiaPura
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Una festa finita in piscina
Ad agosto, durante il suo compleanno in un parco acquatico, Antonelli è caduto in piscina con il cellulare in tasca. Per questo non ha risposto ai messaggi degli amici, che lo avevano raggiunto per gli auguri.
Nel tempo libero frequenta ancora i luoghi di sempre, tra cui un pub con bowling a San Marino. Gli amici raccontano che il locale, piccolo e tranquillo, gli permette di muoversi senza particolari attenzioni. In passato, allo stesso tavolo, si ritrovavano dopo la scuola e capitava che il pilota si facesse aiutare dagli ingegneri del box con i compiti di matematica.
La gestione dei soldi
La madre Veronica Pomaro, 53 anni, ex dipendente delle Poste, ha scelto di assegnargli un bilancio preciso. «Gliela verso ogni mese e deve farsela bastare», ha raccontato parlando della paghetta.
Il principio vale anche durante le vacanze: se il denaro viene esaurito prima di agosto, non arrivano integrazioni. Antonelli non sembra interessato a vestiti costosi o oggetti di lusso; l’unica spesa che lo attira davvero riguarda le automobili. La madre sceglie spesso i suoi abiti, mentre lui avrebbe poca cura degli abbinamenti e potrebbe presentarsi a una cerimonia con pantaloncini e tuta.
Una famiglia cresciuta nei circuiti
A casa il pilota viene ancora chiamato Andrea, il nome registrato all’anagrafe, oppure Andy. Veronica lo definisce invece «il mio topo» e spiega di non riuscire a considerarlo soltanto come un pilota di Formula 1.
I genitori si incontrarono in una palestra di Casalecchio sul Reno nel 1997 e non si sono mai sposati. Marco Antonelli, 62 anni, aveva corso in passato e lavorava nell’officina del padre; per sostenere una gara con Bmw Italia a Pergusa arrivò anche a chiedere un prestito per pagare volo, casco e attrezzatura.
I primi segnali del talento
La famiglia seguiva una squadra di corse. Veronica si occupava della spesa e della cucina, mentre Marco lavorava anche come camionista. Kimi trascorreva le giornate nei paddock: da piccolo dormiva nel passeggino e, in un’altra occasione, persino in un ovetto appeso a una gru usata per i motori.
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Nel 2009 un simulatore arrivò nella casa degli Antonelli dopo il Motor Show. Marco provava acceleratore e freno, mentre il bambino teneva il volante e cambiava marcia. «Sapeva già dove far passare la macchina», ha ricordato il padre, spiegando che Kimi lo scuoteva quando si assopiva durante quelle prove.
A dieci anni, sul circuito di Adria, il giovane Antonelli guidò una Lamborghini Super Trofeo mostrando un controllo giudicato fuori dal comune per la sua età. Marco capì allora le sue qualità, senza però immaginare che il figlio avrebbe conquistato il titolo mondiale.
Il rapporto con Mercedes
La Mercedes aveva puntato su Antonelli quando era ancora molto giovane e il pilota ha sfruttato l’opportunità ricevuta. Per i genitori, tuttavia, la pressione non cambia tra una gara di kart e un appuntamento iridato: a crescere sono soprattutto l’attenzione pubblica e il numero delle telecamere.
Marco ha raccontato che la famiglia continua a lavorare nello stesso modo. La conquista del titolo di Formula 1 non cancella nemmeno la delusione per la recente perdita del campionato italiano GT, competizione alla quale teneva particolarmente.
Il carattere fuori pista
Veronica sostiene che fama, denaro e abbigliamento non interessino molto al figlio. Le automobili restano invece la sua grande passione, anche se ogni desiderio di acquisto viene rinviato a una valutazione della famiglia.
La sorella Maggie, 11 anni, lo ammira e pratica ginnastica ritmica. Gli amici descrivono Antonelli come una persona protetta dall’ambiente che lo circonda, ma anche capace di scherzi: da studente avrebbe spento le luci, fatto partire una musica da film dell’orrore e spaventato i compagni comparendo all’improvviso.
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