Andrea Kimi Antonelli è campione del mondo in Formula 1
A vent’anni il pilota bolognese ha interrotto un digiuno iniziato dopo i titoli di Ascari e Farina
Lewis Hamilton ha accusato via radio i commissari di voler favorire Charles Leclerc, sostenendo che gli fosse stata «rubata la vittoria» dopo il contatto al via e la penalità inflitta al monegasco. George Russell ha ricevuto una penalità di dieci secondi per il contatto con Isack Hadjar.
Andrea Kimi Antonelli ha conquistato il titolo con quattro Gran Premi ancora da disputare. Il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Geronimo La Russa, ha celebrato il risultato: «L’Italia è tornata».
Il titolo porterà ad Andrea Kimi Antonelli circa 73 milioni di euro aggiuntivi fino al 2030, secondo una stima di StageUp. In caso di un secondo Mondiale entro il 2028, il valore potrebbe superare i 105 milioni.
Max Verstappen ha vinto il Gran Premio del Messico davanti a Lewis Hamilton. Andrea Kimi Antonelli ha chiuso al terzo posto; Charles Leclerc è arrivato quarto e George Russell sesto.
Andrea Kimi Antonelli è diventato il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1.
Andrea Kimi Antonelli ha conquistato il titolo mondiale di Formula 1. Il pilota bolognese, vent’anni e al secondo campionato da titolare, è diventato il terzo italiano a riuscire nell’impresa, 73 anni dopo l’ultimo successo tricolore.
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Il titolo arrivato a vent’anni
Antonelli ha ribaltato le gerarchie interne alla Mercedes, nonostante alla vigilia della stagione George Russell sembrasse partire con maggiori credenziali. Il confronto in pista ha premiato il giovane italiano, capace di trasformare in risultati immediati le aspettative costruite durante gli anni delle categorie giovanili.
Il suo campionato ha interrotto una lunga attesa cominciata nel 1953, dopo i due titoli vinti da Alberto Ascari con la Ferrari nel 1952 e nel 1953. Prima del pilota milanese, nel 1950, Giuseppe “Nino” Farina aveva conquistato il primo titolo della storia della Formula 1.
L’affermazione di Antonelli ha riportato l’interesse italiano verso il campionato automobilistico, dopo gli anni in cui il pubblico aveva seguito soprattutto i successi di Michael Schumacher in Ferrari e di Valentino Rossi nel motociclismo. Il risultato non cancella le occasioni avute dai piloti che lo hanno preceduto, ma completa una storia rimasta a lungo senza il capitolo più atteso.
Le occasioni sfumate
Riccardo Patrese fu secondo nel campionato del 1992 con la Williams, alle spalle di Nigel Mansell. Il veneto ha sostenuto più volte che la squadra britannica favorisse il compagno, pur riconoscendo al pilota inglese qualità sufficienti per meritare almeno un titolo. Anche Michele Alboreto, nel 1985, arrivò vicino al traguardo: la sua rincorsa ad Alain Prost fu frenata dai problemi della Ferrari.
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Altri italiani ottennero vittorie senza riuscire a lottare per il titolo. Elio De Angelis vinse due Gran Premi, Giancarlo Fisichella tre e Jarno Trulli uno. Alessandro Nannini si impose in Giappone nel 1989, mentre Ivan Capelli sfiorò il successo in Francia nel 1990 con la Leyton House. Nicola Larini salì sul podio a Imola nel 1994 con la Ferrari, nel fine settimana segnato dalle morti di Ayrton Senna e Roland Ratzenberger.
Tra presenze brevi e attese
La griglia vide anche piloti rimasti in Formula 1 per periodi brevissimi. Marco Apicella disputò una sola gara a Monza nel 1993 prima di essere sostituito dalla Jordan, mentre Vincenzo Sospiri non riuscì a qualificarsi per un Gran Premio con la Lola nel 1997. Alex Caffi e Stefano Modena lasciarono invece tracce più limitate rispetto alle aspettative iniziali.
L’ultimo italiano prima di Antonelli era stato Antonio Giovinazzi, presente dal 2017 al 2021 con Sauber e Alfa Romeo. Il pilota pugliese mostrò velocità, ma non trovò continuità in una fase della carriera condizionata da vetture poco competitive, errori e occasioni non sfruttate. Nel 2025 aveva però conquistato il Mondiale delle gare di durata insieme ad Antonio Pier Guidi e James Calado, oltre ad aver vinto la 24 Ore di Le Mans due anni prima.
Il percorso di Antonelli è stato accostato a quello di Jannik Sinner, altro italiano arrivato al vertice molto giovane. Nel tennis, tuttavia, Matteo Berrettini aveva già raggiunto la finale di Wimbledon nel 2021; in Formula 1, invece, il digiuno durava dai tempi di Ascari e Farina. Ora il nome di Antonelli chiude quella lunga attesa.
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