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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Del Vecchio offre di rilevare le quote dei soci di Delfin

Il piano sostenuto da una banca americana punta a ricomporre i contrasti tra gli eredi e gli altri azionisti

Leonardo Maria Del Vecchio ha proposto agli azionisti di Delfin l’acquisto delle loro partecipazioni. L’operazione sarebbe sostenuta finanziariamente da un importante istituto di credito internazionale e punta a superare i contrasti ancora aperti sull’eredità del fondatore di Luxottica.

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L’offerta agli azionisti

La proposta prevede liquidità immediata e la certezza della copertura finanziaria, senza lettere di patronage né garanzie da parte del consiglio di amministrazione. Del Vecchio ha prospettato sia l’acquisto completo delle quote sia formule distribuite nel tempo, lasciando ai singoli soci la scelta dell’opzione preferita.

Per rendere possibile il progetto servirebbe l’adesione di cinque azionisti. In questo modo, il gruppo arriverebbe a controllare sei degli otto componenti del consiglio. Il piano comprende inoltre regole più rigide per il governo societario, con maggioranze rafforzate sulle decisioni principali.

La lettera è stata inviata al consiglio di amministrazione e resa pubblica da Quotidiano Nazionale, testata appartenente all’erede. Del Vecchio ha invitato i soci a riunirsi, insieme o separatamente, entro il 7 novembre per esaminare i dettagli dell’iniziativa.


Il confronto tra gli eredi

L’iniziativa arriva mentre l’eredità di Leonardo Del Vecchio non è ancora stata accettata dagli eredi, anche a causa dei contenziosi in corso. Il progetto rappresenta anche una risposta alla proposta presentata il 20 ottobre da Michal Strnad, a capo di Czechoslovak Group, per rilevare Delfin.

Nella sua lettera, Leonardo Maria Del Vecchio ha riconosciuto di avere in passato privilegiato lo scontro e di aver commesso errori nella gestione dei rapporti familiari. Ha inoltre riferito di aver chiesto ai propri consulenti di interrompere le azioni legali avviate contro alcuni parenti e di avere riaperto il dialogo con gli altri soci.

«Il lavoro di una vita di mio padre deve restare un patrimonio dell’Italia», ha scritto Del Vecchio, spiegando di voler tutelare un’attività che considera legata alla famiglia, ai dipendenti e al Paese. Ha aggiunto di avere ascoltato gli appelli arrivati da persone che avevano lavorato con il padre e da quanti riconoscono il valore delle imprese costruite nel tempo.

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Le partecipazioni di Delfin

La società detiene il 32,4% di EssilorLuxottica, gruppo guidato da Francesco Milleri, che ricopre anche la carica di amministratore delegato e presidente di Delfin. Nel portafoglio figurano inoltre il 10% di Assicurazioni Generali, il 17,6% di Monte dei Paschi di Siena e il 2,7% di UniCredit.

Delfin controlla anche il 28% della società immobiliare francese Covivio. Le partecipazioni generano più di un miliardo di euro all’anno in dividendi, rendendo la società il centro degli interessi finanziari lasciati dal fondatore di Luxottica.

Strnad ha indicato in 30 miliardi di euro il valore della propria offerta per l’intera società capogruppo. La cifra incorpora uno sconto del 30% rispetto a un valore netto degli attivi stimato intorno ai 40 miliardi di euro.


Le nuove regole societarie

Il progetto di Del Vecchio prevede la creazione di una struttura incaricata di acquisire le quote. Il relativo statuto dovrebbe stabilire vincoli rafforzati e affidare a due consiglieri con esperienza manageriale, finanziaria e legale pareri vincolanti sulle decisioni economiche di maggiore rilievo.

L’erede ha presentato l’operazione come il tentativo più concreto compiuto finora per ricomporre le posizioni dei soci. «Non chiedo a nessuno di rinunciare alle proprie idee. Chiedo di valutare una soluzione che può tenere insieme chi vuole uscire e chi vuole restare», ha scritto nella parte conclusiva della lettera.

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