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Kimi Antonelli, Wolff racconta il rischio Mercedes

La lettera ai dipendenti, resa pubblica da Bradley Lord, ricostruisce critiche e sostegni ricevuti dal giovane campione

Toto Wolff ha raccontato in una lettera ai dipendenti Mercedes il percorso che ha portato Kimi Antonelli al titolo mondiale. Il messaggio, diffuso da Bradley Lord, ha mostrato anche i dubbi legati alla scelta di affidare una monoposto della squadra a un pilota di 18 anni.

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La scelta su Antonelli

Wolff ha ricordato il ruolo della famiglia di Antonelli, dei genitori Marco e Veronica, e delle persone che hanno accompagnato la crescita del pilota, dal kart agli anni nel vivaio Mercedes. Nel suo racconto sono comparsi anche Dino Chiesa, Gwen Lagrue, Stephane Guerin, gli ingegneri della squadra, Peter Bonnington e James Allison.

Il responsabile Mercedes ha attribuito a Kimi gran parte del merito per la capacità di reagire alle difficoltà. Ha spiegato che nessun allenatore può sostituirsi a un pilota quando deve ritrovare fiducia dopo un errore, affrontare un fine settimana negativo o sostenere la pressione di guidare per una scuderia di vertice.

L’inserimento del giovane italiano al posto di Lewis Hamilton aveva però sollevato molte perplessità. «Mettere un 18enne in Mercedes non era una scelta facile», ha scritto Wolff, ricordando che le critiche sono arrivate sia dall’interno della Formula 1 sia dall’esterno.


Le critiche e il sostegno

Secondo Wolff, Mercedes ha scelto di lasciare ad Antonelli il tempo necessario per imparare senza giudicarlo soltanto in base ai risultati immediati. La squadra, ha spiegato, ha guardato alle possibilità di crescita del pilota negli anni successivi, non soltanto alla sua posizione dopo una gara complicata.

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La presenza di George Russell, indicato da Wolff come un campione e un pilota di vertice, ha contribuito a rendere possibile quella decisione. Nella lettera sono stati ringraziati anche il consiglio di amministrazione di Mercedes, Ola Källenius, gli sponsor e Susie Wolff per il sostegno dato alla scelta.

Il team principal ha riconosciuto che Antonelli ha commesso degli errori, ma ha sottolineato la sua disponibilità ad ascoltare, imparare e continuare a lavorare per raggiungere gli obiettivi. Wolff ha inoltre descritto Kimi come la stessa persona corretta conosciuta negli anni precedenti.


Il merito condiviso

Nella parte finale del messaggio, Wolff ha ammesso di aver creduto nel pilota e di aver dovuto, a un certo punto, prendere una decisione difendendola nonostante le critiche. Ha però respinto l’idea che il titolo sia il risultato del lavoro di una sola persona.

«Questa non è la storia del mio successo. È la nostra», ha scritto il dirigente Mercedes, attribuendo il percorso di Antonelli alla collaborazione tra famiglia, squadra, tecnici, compagni di squadra e sostenitori del progetto.

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