Kiev sotto pressione: fondi, sanzioni e una nuova notte di raid
Dublino sollecita nuovi aiuti finanziari mentre le bombe russe colpiscono Kharkiv, Kiev e altre regioni ucraine
Il sostegno economico a Kyiv resta al centro del confronto europeo, mentre sul terreno l’Ucraina denuncia una nuova serie di attacchi russi. La ministra degli Esteri irlandese Helen McEntee ha chiesto di non escludere alcuna soluzione, inclusa quella legata ai beni russi congelati: «Tutte le opzioni per garantire assistenza finanziaria all'Ucraina devono rimanere sul tavolo, compresi i beni congelati».
McEntee, il cui Paese detiene la presidenza di turno del Consiglio dell'Ue, ha spiegato che alcuni Stati hanno ancora sollevato obiezioni tecniche. La Commissione europea, ha aggiunto, sta verificando se esista una soluzione praticabile. L’Irlanda considera inoltre prioritario completare gli stanziamenti già previsti: 15 miliardi del prestito sono stati erogati a Kyiv e la parte restante dovrebbe arrivare il prima possibile, insieme a ulteriori risorse all’inizio del prossimo anno.
Bruxelles alza la pressione su Mosca
Kaja Kallas ha indicato nelle sanzioni uno degli strumenti da rafforzare per colpire la capacità russa di sostenere il conflitto. L’Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri, intervenuta a Bruxelles prima del Consiglio Affari esteri in formato Difesa, ha sostenuto la necessità di ampliare l’elenco dei soggetti colpiti, puntando sul complesso militare-industriale e sulle finanze della Russia: «Occorre aumentare la pressione sulla Russia con ulteriori inserimenti nell'elenco Ue dei sanzionati».
Kallas ha giudicato negativa la cancellazione di alcuni oligarchi russi dalla lista, ma ha evidenziato anche una modifica procedurale ritenuta favorevole dall’Ue. In totale, 2.998 persone resteranno sanzionate per tre anni; inoltre, per eliminarle dall’elenco sarà necessario il consenso unanime, mentre la proroga non richiederà più lo stesso passaggio. Le nuove candidature, ha precisato, devono comunque poggiare su dossier solidi, in grado di superare eventuali ricorsi giudiziari.
Trump chiede di ridurre i raid
Nel quadro dei rapporti tra Washington e Kyiv, Donald Trump ha detto di aver invitato Volodymyr Zelensky a diminuire gli attacchi contro le raffinerie petrolifere russe. Secondo il racconto del presidente statunitense, il leader ucraino avrebbe risposto in modo favorevole alla richiesta.
«Dovete rallentare con le raffinerie», ha riferito Trump ai giornalisti, spiegando che le esplosioni negli impianti russi rappresentano un nodo diretto del conflitto tra Mosca e Kyiv. Il presidente americano ha collegato gli attacchi alla produzione di diesel e ha distinto questo fronte dalle tensioni in Medio Oriente.
Kharkiv colpita da una bomba
Le conseguenze più recenti dei bombardamenti si sono registrate a Kharkiv, nel nord-est del Paese. Una bomba aerea guidata russa ha raggiunto un palazzo residenziale nelle prime ore di lunedì 28 settembre 2026, provocando almeno 22 feriti, tra cui diversi bambini, secondo il sindaco Ihor Terekhov.
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Un bilancio riferito dai media agli attacchi delle ultime 24 ore parla complessivamente di tre vittime e otto persone ferite nella regione di Kiev. Nella capitale, Vitali Klitschko ha segnalato danni in vari punti: un’azione russa contro il mercato alimentare di Stolichny, situato appena fuori Kiev, ha causato due morti e quattro feriti, oltre a un incendio nel complesso all’ingrosso.
Danni in numerose regioni
I raid con droni hanno interessato anche abitazioni, esercizi commerciali, distributori di carburante e strutture per le comunicazioni nell’area della capitale. A Odessa è stata danneggiata una nave con bandiera di Palau, mentre una fabbrica di gelati è stata colpita nella regione di Zhytomyr.
Segnalazioni di danni a case sono arrivate inoltre da Sumy e Rivne. Infrastrutture considerate critiche sono state raggiunte nelle regioni di Vinnytsia, Dnipropetrovsk, Khmelnytskyi e Zaporizhzhia, allargando il quadro degli obiettivi colpiti durante la notte e nelle ore successive.
Zelensky: numeri record in una settimana
Volodymyr Zelensky ha descritto gli attacchi come una nuova offensiva russa distribuita su più aree dell’Ucraina. Nel suo messaggio ha richiamato la necessità di potenziare la difesa aerea, proteggere il sistema energetico e garantire maggiore sostegno finanziario a Kyiv.
I dati citati dal presidente ucraino indicano che, nell’ultima settimana, la Russia avrebbe impiegato oltre 2.200 droni d’attacco, circa 1.630 bombe aeree e 38 missili di diverso tipo, inclusi ordigni balistici. Zelensky ha inoltre riferito di danni a edifici abitativi, reti di comunicazione, stazioni di servizio e impianti energetici in numerose regioni.
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