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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Kiev, Mosca non ferma i raid: cosa accade all’ambasciata italiana

Il Cremlino lascia ai singoli governi la scelta sull’eventuale evacuazione delle sedi diplomatiche, mentre la rappresentanza italiana continua a lavorare con quattro diplomatici e circa 25 addetti.

A Kiev l’ambasciata italiana resta operativa, ma il quadro di sicurezza continua a essere segnato dagli attacchi russi. Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, ha sostenuto che le operazioni militari proseguiranno indipendentemente dalle decisioni dei governi stranieri sulle rispettive rappresentanze diplomatiche.


L’ambasciata italiana resta attiva

Nella sede italiana di Vulytsia Yaroslaviv Val 32 B lavorano attualmente quattro diplomatici, incluso l’ambasciatore Carlo Formosa, affiancati da circa 25 persone del comparto amministrativo. Non risulta quindi annunciata una sospensione delle attività della rappresentanza.

La struttura comprende gli uffici politico ed economico, la cancelleria consolare, l’area dedicata alla cooperazione allo sviluppo e i servizi amministrativi. Fanno inoltre capo alla sede l’ufficio dell’addetto militare, l’Istituto italiano di cultura, l’agenzia Ice, l’ufficio di Confindustria, l’addetto finanziario e l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo.


Mosca annuncia nuovi attacchi

Secondo quanto riferito da Tass, Peskov ha respinto l’idea che l’eventuale permanenza dei diplomatici europei possa modificare i piani russi. Alla domanda sulla continuità delle operazioni, il portavoce ha risposto: «Le nostre forze armate continuano il loro lavoro».

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La scelta di lasciare Kiev oppure di mantenervi le ambasciate, ha aggiunto Peskov, spetta esclusivamente agli Stati che vi hanno una missione. Il Cremlino considera dunque la decisione dei governi stranieri separata dalla conduzione della campagna militare.


Il Cremlino accusa Kiev

Nel motivare la posizione russa, il portavoce ha richiamato precedenti dichiarazioni di Vladimir Putin. Mosca sostiene che le autorità ucraine abbiano esteso gli obiettivi delle azioni militari anche a settori dell’economia civile russa.

Peskov ha presentato i bombardamenti in corso come una risposta a quelle iniziative e ha avvertito che l’Ucraina subirà conseguenze. La permanenza o l’eventuale partenza del personale diplomatico straniero, secondo la ricostruzione del Cremlino, non cambierà questa linea.

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