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Attualità 2 min di lettura32 min fa

Kiev, il 14enne non era prigioniero dell’Azov

Il ragazzo entrò durante una protesta, mentre restano da chiarire le violenze e le condizioni degli uomini nella struttura

Il 14enne coinvolto negli scontri del 2 novembre a Petropavlivska Borshchahivka, vicino a Kiev, non risulta essere stato detenuto per mesi dall’Azov. Il ragazzo era tra i manifestanti e aveva oltrepassato il recinto della struttura durante la protesta.

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Cosa è accaduto nella casa

La casa privata, priva di insegne e affittata alla Guardia Nazionale, era utilizzata come punto temporaneo dall’unità 3121 del 1° Corpo Azov. Al suo interno si trovavano militari e uomini mobilitati dopo un’assenza non autorizzata, secondo le informazioni diffuse dal Corpo Azov.

La protesta è degenerata davanti all’edificio. Quattro persone sono state accompagnate in una struttura sanitaria della Guardia Nazionale perché presentavano ferite. Il ministro dell’Interno ha respinto le voci su una camera di tortura e su una persona morta all’interno, ma le modalità delle lesioni restano da chiarire.


Il video del ragazzo oltre il recinto

Le immagini analizzate dal giornalista Francis Farrell mostrano un giovane che sale sul muro accanto al cancello e lancia mattoni nel cortile dove si trovavano i militari. Poco dopo cade all’interno dell’area e viene portato fuori dalla casa.

Un altro filmato mostra il ragazzo mentre supera la recinzione e, durante la discesa, viene colpito con una pala da una persona che si trova dall’altra parte. Capelli, pantaloni e scarpe coincidono con quelli del 14enne ripreso successivamente all’esterno della struttura.

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In una registrazione diffusa su Telegram, il giovane racconta di essere arrivato sul posto per partecipare alla protesta. Afferma inoltre di essere stato trascinato dentro l’edificio e picchiato da circa dieci persone in uniforme scura, con il volto coperto e senza distintivi.


Le verifiche ancora aperte

La Guardia Nazionale ha negato che i propri agenti abbiano aggredito il ragazzo. Il caso è seguito dall’Ufficio investigativo statale e dalla Procura generale; Kyrylo Budanov, capo dell’Ufficio del presidente ucraino, ha promesso accertamenti sulla vicenda.

L’inchiesta dovrà stabilire anche se gli uomini presenti nella casa fossero trattenuti secondo la legge e in quali condizioni. In Ucraina, ha ricordato Farrell, alcune persone mobilitate possono rimanere sotto custodia fino all’addestramento: una pratica descritta come priva di un quadro giuridico definito.

Per questi motivi, il racconto della presunta prigione clandestina e del minorenne liberato dopo mesi di torture non trova conferma nei fatti disponibili. Il 14enne era entrato nell’area durante i disordini, mentre restano da accertare sia l’aggressione denunciata dal ragazzo sia l’origine delle ferite riportate dagli altri quattro uomini.

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