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Attualità 2 min di letturaAggiornato 21 min fa

Scuola, Valditara apre alla cancellazione dei tagli in manovra

Il ministro annuncia un possibile dietrofront sui posti dal 2027 e difende gli aumenti delle risorse per l’istruzione

Aggiornamento delle 16:36

Valditara ha quantificato in oltre 14 miliardi gli investimenti già mobilitati per l’edilizia scolastica, di cui più di 5 miliardi nazionali. Ha inoltre annunciato un ulteriore piano da un miliardo di euro e 650 milioni per l’efficientamento energetico degli edifici. Gli emendamenti alla manovra potranno essere presentati entro le 18 del 17 novembre.

Il governo potrebbe cancellare i tagli agli organici della scuola previsti dal 2027. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha annunciato alla Camera che l’esecutivo lavorerà per modificare la misura durante l’esame parlamentare della legge di bilancio.

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La promessa del ministro

Rispondendo all’interrogazione della deputata del Partito democratico Irene Manzi sulla riduzione del personale docente e Ata dall’anno scolastico 2027/2028, Valditara ha aperto alla possibilità di un intervento correttivo. “Intendiamo lavorare affinché durante l’iter parlamentare della legge di bilancio la misura del taglio possa essere eliminata”, ha dichiarato.

Il ministro ha però difeso le scelte dell’attuale esecutivo e ha attribuito a una precedente maggioranza una parte consistente delle riduzioni degli organici. Secondo Valditara, durante il governo guidato da Mario Draghi e con Patrizio Bianchi all’Istruzione furono eliminati complessivamente 10.157 posti, con il voto favorevole di numerosi parlamentari oggi all’opposizione.


Risorse e assunzioni nella scuola

Nel corso della risposta, Valditara ha sostenuto che le prime quattro leggi di bilancio dell’attuale legislatura hanno fatto crescere del 13,1% i finanziamenti strutturali per la scuola rispetto al 2022. L’aumento, ha aggiunto, sarebbe superiore del 30% a quello registrato nell’intera legislatura precedente, quando la crescita si sarebbe fermata al 9,58% anche considerando gli stanziamenti straordinari legati alla pandemia.

Il ministro ha inoltre richiamato i dati Eurostat, secondo cui la spesa italiana per ogni studente risulterebbe superiore alla media dell’Unione europea. Sul personale ha indicato circa 206.000 assunzioni effettuate dall’attuale governo, alle quali dovrebbero aggiungersi circa 40.000 docenti già previsti per il prossimo anno scolastico.

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Lo sciopero del 20 novembre

La questione degli organici resta al centro della mobilitazione annunciata da Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Federazione Gilda Unams. In un appello rivolto al personale scolastico, il sindacalista ha proclamato uno sciopero per il 20 novembre contro i tagli, indicati in 7.000 posti nell’ultima legge di bilancio e in altrettanti nel provvedimento precedente.

La protesta riguarderà anche gli stipendi ritenuti insufficienti, il precariato, le difficoltà legate alla Carta docente, il mancato recupero del 2013 e i problemi degli esami di maturità. Tra le altre contestazioni figurano la burocrazia, la sicurezza degli edifici, le aggressioni al personale e la trasformazione della scuola in un “progettificio”.


Le altre richieste sindacali

Gilda Unams chiede più finanziamenti, retribuzioni adeguate, stabilizzazione dei lavoratori precari, edifici sicuri e maggiore attenzione all’attività didattica. Castellana ha precisato che la mobilitazione riguarda esclusivamente le condizioni della scuola e non dipende dal governo in carica.

Nella stessa giornata la Cgil ha proclamato uno sciopero nazionale in tutti i comparti. Valditara ha infine rivendicato il recupero di migliaia di candidati risultati idonei in precedenti concorsi, sostenendo che erano stati lasciati senza soluzione dalla precedente amministrazione.

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