Keret, il voto e il futuro di Israele: il bivio è aperto
Lo scrittore osserva il ritorno degli israeliani dall’estero e non esclude di lasciare il Paese in caso di una nuova vittoria di Bibi
Etgar Keret guarda alla fase politica attraversata da Israele con la sensibilità di chi da anni prova a raccontarne trasformazioni e contraddizioni. Tra gli elementi che più lo colpiscono c’è il rientro di cittadini israeliani residenti all’estero, decisi a tornare per partecipare al voto.
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Il ritorno di chi vive fuori
Keret ha visto “Naza” a New York, dove il film era disponibile, mentre non lo è nel suo Paese. Non si è limitato ad avere l’occasione di assistere alla proiezione: ha scelto di farlo, una decisione che il testo presenta come significativa per comprendere il suo rapporto con la realtà israeliana.
Lo scrittore condivide da tre anni il racconto dell’Israele contemporaneo e continua a osservare da vicino una società attraversata da una fase decisiva. Il rientro degli israeliani che vivono oltre confine diventa così uno dei segnali del peso attribuito alla consultazione.
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L’ipotesi di una scelta radicale
Nel riflettere sul futuro politico del Paese, Keret non nasconde la propria inquietudine. Se Bibi dovesse essere rieletto, ammette di poter prendere in considerazione l’idea di lasciare Israele.
Allo stesso tempo, il momento attuale viene descritto come l’occasione per voltare pagina. «Può iniziare una storia nuova», sostiene Keret, affidando a questa possibilità il senso delle sue aspettative e dei dubbi che accompagnano il voto.
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