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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Kepler-452, GONE racconta le migrazioni dalla Georgia

Lo spettacolo nasce a Tbilisi con attori georgiani e raccoglie storie di famiglie divise dal lavoro all’estero.

La compagnia bolognese Kepler-452 ha presentato GONE, un nuovo spettacolo dedicato alle migrazioni, andato in scena negli ultimi giorni a Cesena e Roma.

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Il teatro sulle migrazioni

Il progetto è nato durante la residenza dei teatranti bolognesi al Teatro statale professionale degli attori di Tbilisi, in Georgia. A interpretarlo è una compagnia locale, coinvolta nella raccolta di testimonianze tra parenti e conoscenti degli stessi attori.

Il tema riflette una realtà molto diffusa nel Paese: quasi metà della popolazione georgiana ha lasciato il territorio nazionale per lavorare all’estero, e una parte consistente è arrivata anche in Italia. GONE utilizza quindi il teatro documentario per trasformare vicende personali in un racconto scenico insieme politico, umano, ironico e commovente.

La costruzione dello spettacolo richiama, secondo l’impostazione di Kepler-452, una sensibilità vicina al teatro di Anton Čechov. Gli interpreti georgiani provengono dalla scuola teatrale statale formatasi nella tradizione sovietica e russa; la loro recitazione, priva di accentuazioni individualistiche, punta sulla naturalezza.

Il lavoro prosegue una ricerca che la compagnia porta avanti da anni. Tra i titoli dedicati alle migrazioni figurano Perdere le cose, Gli altri e A place of safety, spettacolo sui soccorsi nel Mediterraneo prodotto da ERT Emilia-Romagna Teatro e rappresentato da circa due anni.

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La rete culturale emiliana

L’attività di Kepler-452 viene collegata alla più ampia vocazione culturale di Bologna, tornata a essere indicata come laboratorio della sinistra emiliana. Negli ultimi giorni, in piazza Maggiore, molti giovani hanno cantato La locomotiva di Francesco Guccini, mentre un gruppo di madri ha partecipato alle manifestazioni studentesche per proteggere il corteo.

A rafforzare questo orientamento ha contribuito anche la mobilitazione seguita alla morte di Abderrahim Fakir durante un fermo di polizia. Il sindaco Matteo Lepore ha guidato il corteo di solidarietà, mentre il tema dell’immigrazione ha perso posizioni tra le preoccupazioni degli italiani rispetto al costo della vita e ai conflitti, secondo i sondaggi Ipsos.

Per Enrico Baraldi, Nicola Borghesi, Riccardo Tabilio e gli altri componenti del gruppo, GONE rappresenta una nuova collaborazione internazionale dopo Non Tre Sorelle, realizzato con attrici ucraine. La compagnia ha inoltre promosso il festival Convergenze, ampliando il proprio lavoro nell’organizzazione culturale.

Al progetto ha partecipato anche la Fondazione ATER, dalla quale sono nati ERT e Aterballetto di Reggio Emilia, oggi Centro coreografico nazionale. Il 7 e l’8 novembre la compagnia di danza presenterà un lavoro firmato da Marcos Morau e Philippe Kratz: la prima parte si basa su Le ceneri di Gramsci di Pier Paolo Pasolini nella versione oratorio di Giovanna Marini, mentre la seconda, Doppiogioco, userà un campo da pallacanestro come ambientazione per affrontare il rapporto tra competizione e collaborazione.

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