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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Elisa Toffoli racconta gli abusi subiti da bambina

La cantante ne ha parlato dopo decenni, collegando il percorso terapeutico al disco e al mediometraggio Kintsugi.

Elisa Toffoli ha raccontato di aver subito una violenza sessuale quando aveva otto anni. La cantante ne ha parlato per la prima volta pubblicamente dopo molti anni, spiegando di essere arrivata soltanto a 48 anni a cercare un aiuto terapeutico.

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Il percorso per ritrovare se stessa

In un’intervista al Corriere della Sera con Walter Veltroni, Elisa ha spiegato che il lavoro su di sé le sta permettendo di guardare al passato con maggiore consapevolezza. «Sto imparando a non colpevolizzarmi», ha detto, descrivendo la terapia psicologica iniziata da poco come uno strumento per rimettere ordine tra ricordi, ferite e sentimenti.

La cantante ha raccontato che chi subisce un abuso durante l’infanzia può perdere fiducia negli adulti e vivere a lungo con la percezione del pericolo. Per questo ha invitato chi ha attraversato esperienze simili a parlarne senza aspettare, ribadendo che chi viene violentato non porta alcuna responsabilità per ciò che ha subito.


Il disco nato dalla crisi

La vicenda personale è confluita in Kintsugi, progetto composto da un album e da un mediometraggio. Elisa ha spiegato di aver scelto l’arte per dare una forma comprensibile a un dolore difficile da esprimere e per offrire un possibile punto di contatto a chi ha vissuto traumi analoghi.

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Il titolo raccoglie anche gli effetti della separazione dal marito Andrea Rigonat, avvenuta a settembre dell’anno scorso dopo 17 anni insieme. I due hanno dei figli e continuano a collaborare professionalmente, mentre la fine del rapporto ha spinto la cantante a interrogarsi su aspetti della propria vita che aveva sempre evitato.


Le parole e la danza

Durante la crisi Elisa aveva pensato di ritirarsi e di proteggersi dal mondo. La difficoltà di scrivere nuove canzoni è diminuita quando ha smesso di evitare le verità più dolorose: da quel momento, ha ritrovato energia sia sul piano personale sia su quello creativo.

I testi dell’album nascono anche dai quaderni che la cantante conserva dall’infanzia. Ha iniziato a scrivere in quinta elementare e, rileggendo quelle pagine, ha incontrato nuovamente episodi e sentimenti della propria storia. Nello stesso percorso ha deciso di dare più spazio alla danza, che considera una forma di cura.

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