Kata, l’inchiesta sugli zii si ferma: ma il caso può riaprire
Il giudice ha chiuso il procedimento per il presunto sequestro della bambina, senza escludere nuovi accertamenti se dovessero emergere prove inedite.
A oltre tre anni dalla scomparsa di Kata, il procedimento a carico dei suoi due zii si chiude senza una richiesta di rinvio a giudizio. Il giudice per le indagini preliminari ha accolto la domanda della procura di Firenze: gli elementi raccolti finora non bastano a prevedere con ragionevole certezza una condanna.
La bambina, che aveva 5 anni, è scomparsa il 10 giugno 2023 dall’ex hotel Astor di Firenze, struttura nella quale viveva con la famiglia dopo essere stata occupata abusivamente. Da allora le indagini hanno passato al vaglio diverse ricostruzioni, senza arrivare a una spiegazione verificata delle circostanze dell’allontanamento.
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Perché il procedimento è stato archiviato
Il provvedimento riguarda Argenis Abel Alvarez Vasquez e Marlon Edgar Chicllo Romero, rispettivamente zio materno e zio paterno di Kata. I due erano sotto inchiesta per il presunto sequestro di persona della minore a scopo di estorsione.
Secondo quanto emerge dal decreto, però, le attività investigative non hanno prodotto elementi specifici sufficienti per collegare i due uomini alle condotte contestate. Le ipotesi esaminate dagli inquirenti non avrebbero trovato riscontri abbastanza consistenti da sostenere l’accusa davanti a un tribunale.
La scomparsa resta senza risposta
L’archiviazione mette fine al procedimento nei confronti dei due indagati sulla base delle prove oggi disponibili, ma non ricostruisce ciò che accadde alla bambina. Non è stato possibile stabilire con certezza né come sia avvenuta la sottrazione, né quale sia stata la dinamica dell’allontanamento dall’ex hotel Astor.
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Il presidente del tribunale di Firenze, Angelo Antonio Pezzuti, ha precisato in un comunicato che la decisione dipende dall’assenza, allo stato attuale, di una prospettiva concreta di condanna. La formula adottata dal giudice non equivale quindi all’accertamento di una verità definitiva sulla scomparsa.
Quando l’indagine può ripartire
Il fascicolo non è necessariamente chiuso per sempre. Il decreto richiama infatti l’articolo 414 del codice di procedura penale, che consente al pubblico ministero di chiedere la riapertura delle indagini quando compaiano nuove esigenze investigative.
Per tornare a indagare dovrebbero emergere ulteriori fonti di prova, anche insieme agli elementi già raccolti, capaci di rendere plausibile l’esercizio dell’azione penale. In assenza di novità di questo tipo, l’archiviazione resta il punto fermo del procedimento riguardante i due zii.
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