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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Bastoni frena l’Inter: in Europa serve prima ritrovare sé stessa

Il difensore nerazzurro abbassa le aspettative dopo un avvio europeo difficile e chiede più responsabilità, compattezza e concentrazione contro lo Shakhtar Donetsk.

Quindici reti incassate in nove gare stagionali e due sconfitte nelle prime due partite europee impongono all’Inter una riflessione meno ambiziosa e più concreta. Alla vigilia della sfida con lo Shakhtar Donetsk, Alessandro Bastoni ha scelto di ridimensionare le aspettative sulla Champions League e di riportare l’attenzione sui problemi attuali della squadra.

Il difensore non ha cercato attenuanti nei risultati passati, nelle finali disputate o nel rendimento dominante mostrato in Italia. Il bilancio internazionale più recente resta invece pesante: sette ko nelle ultime otto partite europee. Per questo, secondo Bastoni, parlare dell’Inter come di una possibile vincitrice del torneo significherebbe non fare i conti con la situazione reale.

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Bastoni chiede una reazione mentale

«Dobbiamo guardare la realtà, gli ultimi risultati e le ultime partite devono farci rimanere con i piedi per terra. La Champions è sempre stata un sogno, ma non un obiettivo», ha spiegato Bastoni prima dell’incontro. Il suo messaggio non è sembrato un invito a rinunciare, bensì la richiesta di affrontare il momento senza alimentare pressioni irrealistiche.

Il difensore ha poi indicato nei giocatori i primi responsabili della fase negativa. A suo giudizio, il problema non nasce soltanto dal modulo o da elementi esterni: pesano soprattutto l’approccio mentale e gli errori individuali. Bastoni ha ricordato che, secondo l’analisi interna alla squadra, circa il 90% delle reti subite sarebbe arrivato da disattenzioni proprie e ha chiesto un’Inter più concentrata.


Difesa compatta contro lo Shakhtar

L’avversario ucraino rappresenta un test delicato anche perché, ha osservato Bastoni, è una formazione tecnica e ricca di giocatori brasiliani. «Dovremo stare attenti, difendere compatti, perché non esistono più squadre con cui vincere facile. Dobbiamo pensare a noi», ha dichiarato presentando la sfida.

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La richiesta di maggiore attenzione, tuttavia, si accompagna a un interrogativo sul modo di giocare scelto da Cristian Chivu. L’atteggiamento molto aggressivo mostrato anche contro il Brugge può lasciare la squadra esposta e richiede qualità atletiche e tecniche che non sempre l’organico riesce a garantire.

In campionato l’Inter può contare su un margine più ampio rispetto alle rivali e avere maggiori occasioni per rimediare agli errori. In Champions League, invece, le imprecisioni vengono punite con maggiore rapidità: da qui la necessità di valutare se insistere sullo stesso calcio o adattarlo alle caratteristiche dei giocatori disponibili.


Il passato non basta più

Bastoni ha anche chiarito che le finali raggiunte e lo scudetto conquistato non possono offrire garanzie automatiche sul palcoscenico internazionale. «Il passato è passato, le finali fatte, dobbiamo tornare con i piedi per terra. La Champions è un sogno e se ci sarà la possibilità la coglieremo. Da domani dobbiamo dare una risposta importante», ha aggiunto.

La prima risposta dovrà arrivare proprio contro lo Shakhtar Donetsk, in una gara nella quale l’Inter è chiamata soprattutto a correggere il proprio atteggiamento. Prima di inseguire traguardi europei, la squadra dovrà ritrovare solidità, limitare gli errori e dimostrare di saper gestire le difficoltà senza affidarsi soltanto alla forza mostrata in Italia.

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