Kanye West, stop dalla Russia: saltano le date a San Pietroburgo
Le autorità russe escludono esibizioni del rapper nel Paese dopo le polemiche legate alle sue dichiarazioni e al brano del 2025 intitolato “Heil Hitler”.
Le porte della Russia restano chiuse per Kanye West. Dopo l’annuncio della cancellazione delle due serate previste a San Pietroburgo, anche il ministero degli Esteri di Mosca ha escluso la possibilità che il rapper possa esibirsi nella città o in qualsiasi altro centro del Paese.
Mosca chiude ogni spazio al rapper
A confermare il divieto è stata Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, intervenuta in un colloquio con Vladimir Solovyov. La funzionaria ha collegato il caso alle posizioni filo-naziste attribuite a Kanye West e alla pubblicazione, nel 2025, della canzone “Heil Hitler”.
Richiamando la memoria dell’assedio di Leningrado durante la Seconda guerra mondiale, Zakharova ha contestato la possibilità che l’artista possa essere accolto proprio in quei luoghi: “Come può qualcuno che glorifica Hitler percorrere le stesse strade dove la gente ha camminato per chilometri in cerca di acqua o briciole di pane, o ha trasportato su slitte coloro che erano morti di fame?”.
Due serate cancellate a ottobre
La società Say Agency aveva comunicato lo stop agli appuntamenti fissati per il 10 e 11 ottobre a San Pietroburgo. Le date erano state rese note a metà agosto, ma l’iniziativa è stata successivamente ritirata senza lasciare spazio a un nuovo calendario di concerti.
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Anna Subcheva, proprietaria di Say Agency, aveva raccontato che Kanye West desiderava incontrare Vladimir Putin e nutriva grande ammirazione per il presidente russo. La questione era arrivata anche al Cremlino, ma Dmitry Peskov aveva evitato di fornire una risposta sull’eventuale incontro, limitandosi a chiedere scherzosamente ai giornalisti di “avere pietà”.
Una nuova tappa nelle polemiche
Negli ultimi anni, diversi spettacoli di Kanye West sono stati annullati in Paesi occidentali, Italia compresa. Alla base delle decisioni ci sono state le sue dichiarazioni considerate filo-naziste e le reazioni suscitate dal brano pubblicato nel 2025.
La vicenda russa aggiunge così un ulteriore capitolo alle difficoltà del rapper nel portare la propria attività musicale sui palcoscenici internazionali. In questo caso, il provvedimento riguarda non soltanto San Pietroburgo, ma l’intero territorio russo, secondo quanto chiarito da Zakharova.
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