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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Kallas accusa gli Usa: «Kiev spinta alla resa», ma l’Ue resiste

A Strasburgo l’Alta rappresentante europea difende il sostegno all’Ucraina e chiede un accordo con Mosca che sia stabile, equo e non gratuito.

Per Kaja Kallas, il sostegno europeo ha impedito finora che l’Ucraina accettasse un accordo alle condizioni imposte da Vladimir Putin. L’Alta rappresentante dell’Ue per la politica estera ha rilanciato questa posizione durante il dibattito in plenaria a Strasburgo, respingendo le critiche rivolte all’Unione sulla presunta assenza di una strategia per la pace.

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La pace non può essere una resa

Secondo Kallas, i negoziatori statunitensi tentano da un anno e mezzo di convincere Kiev ad arrendersi. «Nonostante i negoziatori americani cerchino, ormai da un anno e mezzo, di spingere l’Ucraina alla resa, è grazie al sostegno dell’Ue se ancora non lo ha fatto alle condizioni di Putin. Non abbiamo altra scelta», ha affermato davanti all’Europarlamento.

La dichiarazione lega quindi la prosecuzione del sostegno europeo alla volontà di evitare un’intesa costruita esclusivamente sulle richieste russe. Kallas ha presentato l’appoggio dell’Unione come il fattore che, a suo giudizio, ha consentito all’Ucraina di non cedere finora a quelle condizioni.

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Nessuna concessione senza contropartite

Nel suo intervento, l’Alta rappresentante ha sottolineato che anche l’Europa ha precise richieste da rivolgere a Mosca. L’obiettivo, ha spiegato, non consiste soltanto nel raggiungere un cessate il fuoco o nel chiudere il conflitto, ma nel costruire un risultato destinato a durare.

«Dobbiamo essere estremamente chiari nel dire che anche noi abbiamo delle richieste nei confronti di Mosca e non concederemo nulla gratuitamente, perché l’obiettivo non è solo raggiungere una pace, ma una pace duratura e giusta», ha aggiunto Kallas. Con queste parole ha ribadito che eventuali negoziati dovranno tenere conto anche delle condizioni poste dall’Ue, senza concessioni unilaterali.

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