20 terabyte contro Corona: il video che scuote Falsissimo
L’ex collaboratore Ben accusa il programma di usare contenuti costruiti e annuncia altro materiale, mentre Corona affronta una richiesta di risarcimento da 160 milioni di euro.
Un video di circa 15 minuti riaccende l’attenzione su Falsissimo proprio nel giorno in cui Fabrizio Corona è comparso davanti al Tribunale civile di Milano. A pubblicarlo è Ben, 27 anni, già parte dello staff dell’ex fotografo, che sostiene di avere raccolto per mesi registrazioni, conversazioni e documenti per raccontare dall’interno il funzionamento del programma.
Nel filmato, diffuso martedì 20 ottobre 2026 sul canale YouTube dell’ex collaboratore, vengono mosse accuse su presunti audio alterati, conversazioni ricostruite e interviste preparate. Si tratta, al momento, della versione fornita da Ben attraverso il materiale che afferma di aver conservato.
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Il video arriva nel giorno della causa
La pubblicazione coincide con l’udienza relativa alla causa civile promossa da Mediaset e da alcuni suoi volti, tra cui Maria De Filippi, Silvia Toffanin e Gerry Scotti. Ai ricorrenti viene attribuita una richiesta complessiva di 160 milioni di euro per i danni economici e d’immagine che sarebbero derivati da una puntata di Falsissimo.
Nel suo intervento, Ben presenta il filmato come una ricostruzione dei mesi trascorsi accanto a Corona. Dice di avere iniziato a registrare telefonate, videochiamate e riunioni sin dai primi incontri, temendo che il rapporto potesse interrompersi in modo conflittuale. «Ho iniziato a registrare tutte le nostre chiamate, le nostre videochiamate e tutti i momenti passati insieme», afferma nel video, spiegando di averlo fatto come forma di tutela personale.
Tra i contenuti mostrati compaiono incontri di lavoro e conversazioni alle quali avrebbe preso parte anche Ivano Chiesa, storico legale di Corona. In una registrazione, l’ex paparazzo parla inoltre di una puntata dedicata ai presunti tradimenti di Chiara Ferragni e annuncia il tono molto duro che avrebbe voluto adottare.
Le accuse sui contenuti trasmessi
Secondo Ben, Falsissimo non sarebbe realizzato soltanto sulla base dell’improvvisazione di Corona. Il 27enne indica Cristian Contessa, noto come ConteX, e Massimo Cappello come figure centrali nella preparazione dei contenuti. A loro attribuisce rispettivamente il ruolo di collaboratore di lunga data e di guida del progetto.
Una registrazione attribuita ad Amanda Batini, compagna di Federico Corona, viene presentata come la testimonianza di chi avrebbe contribuito alla scrittura di alcune puntate. La ricostruzione metterebbe quindi in discussione l’immagine di Corona come autore di interventi pronunciati senza un testo preparato.
Le contestazioni più pesanti riguardano alcuni casi già finiti al centro delle puntate. Per l’episodio su Lamine Yamal e sulla giovane che dichiarava di aspettare un figlio dal calciatore, Ben sostiene che la voce femminile trasmessa non fosse quella della diretta interessata, ma di Carolina Rossi, collaboratrice di Corona.
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Nel caso di Fedez, l’accusa è che parti di conversazioni differenti siano state unite per ottenere un significato diverso da quello originale. Per la vicenda relativa a Belén Rodríguez, invece, Ben parla di schermate di chat ricreate graficamente e utilizzate come supporto al racconto.
Il fuorionda e i materiali ancora custoditi
Un altro passaggio del video riguarda Vito Coppola, che in una puntata di Falsissimo aveva riferito di presunte molestie da parte di Alfonso Signorini. Ben mostra un fuorionda nel quale Corona sembrerebbe indicare a Coppola come rispondere durante l’intervista. Nel montaggio compare anche quella che viene descritta come una denuncia presentata da Coppola contro l’ex paparazzo, con l’accusa di non avere controllato con sufficiente attenzione le fonti.
Ben cita poi alcune inchieste sul calcio annunciate ma mai andate in onda. In un filmato estivo Corona prometterebbe un approfondimento su Claudio Lotito; in una conversazione privata, sempre secondo l’ex collaboratore, ammetterebbe invece l’assenza di elementi concreti per occuparsi del presidente della Lazio e di Giuseppe Marotta.
Nel materiale mostrato trovano spazio anche messaggi relativi ai compensi. Un collaboratore affermerebbe di non essere stato pagato per il lavoro svolto. Ben conclude sostenendo di avere ancora 20 terabyte di registrazioni, video, chat e documenti, conservati in una cassetta di sicurezza e potenzialmente destinati a nuove rivelazioni.
Il negozio collegato al canale
Nella descrizione del filmato è presente anche un collegamento a ilsantoben.it, negozio digitale di abbigliamento associato al nome «Il Santo Ben». Il catalogo comprende cappellini da 30 euro, magliette da 35 euro, felpe da 40 euro e biancheria intima da 15 euro.
Il sito risulta realizzato con Shopify e la pagina relativa alla privacy indica come ultimo aggiornamento il 20 ottobre 2026, la stessa data della pubblicazione del video. Non è tuttavia precisato da quando siano effettivamente iniziati gli ordini né chi gestisca il marchio.
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