Brasile, la bordata di Milei scuote il voto: accusa per Lula
Dopo lo scontro diplomatico di luglio, il presidente argentino torna a colpire Lula e insinua il rischio di irregolarità nel voto
Lo scontro tra Buenos Aires e Brasilia torna a intrecciarsi con la corsa alla presidenza brasiliana. A luglio, Javier Milei aveva raggiunto San Paolo per appoggiare Flavio Bolsonaro nel giorno in cui veniva ufficializzata la candidatura dell’ultraconservatore; in quella circostanza aveva rivolto a Luiz Inácio Lula da Silva accuse pesantissime, definendolo anche un «avanzo di galera», oltre che corrotto e «ladrone». Quelle parole avevano provocato una crisi diplomatica e spinto Brasilia a richiamare il proprio ambasciatore dall’Argentina.
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Il nuovo affondo contro Lula
A pochi giorni dal ballottaggio previsto domenica, Milei ha rilanciato la polemica con un messaggio pubblicato su una piattaforma digitale. Il presidente argentino ha definito Lula un «lurido delinquente socialista», rinnovando così il sostegno al candidato conservatore Flavio Bolsonaro.
Nel suo intervento, Milei non si è limitato all’attacco personale. Ha infatti lasciato intendere che il presidente brasiliano potrebbe tentare di condizionare l’esito delle urne, senza però fornire elementi a sostegno dell’ipotesi.
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Il sospetto sulle urne
La frase scelta dal leader argentino ha alimentato ulteriormente la tensione alla vigilia del voto: «Spero che il suo ultimo sporco trucco elettorale non consista nel rubare le elezioni». Il riferimento è alla sfida presidenziale che vede contrapposti Lula e Bolsonaro, sostenuto apertamente da Milei.
L’intervento arriva dunque mentre il Brasile si prepara alla consultazione decisiva e riporta in primo piano il rapporto conflittuale tra i due presidenti. Il precedente di San Paolo aveva già aperto una frattura istituzionale tra i Paesi, culminata nel ritiro dell’ambasciatore brasiliano da Buenos Aires.
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