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Attualità 4 min di lettura10 ore fa

Kaliningrad, la minaccia russa alla Nato: «Pronti a tutto

Mosca accusa l’Alleanza di preparare scenari offensivi, mentre Estonia e Ue attribuiscono alla Russia il sabotaggio di una fabbrica e Kiev denuncia nuovi raid.

La crisi tra Mosca e l’Europa si concentra ancora una volta su Kaliningrad. La Russia accusa la Nato di simulare l’isolamento dell’enclave sul Baltico e avverte che, per difenderla, potrebbe ricorrere a ogni arma disponibile. L’Alleanza replica di avere una natura esclusivamente difensiva e respinge le minacce legate all’uso della forza.

Nel frattempo, l’Estonia attribuisce al Cremlino l’incendio che lo scorso agosto ha colpito un’azienda produttrice di droni. Mosca nega ogni responsabilità, mentre Bruxelles esprime solidarietà a Tallinn e denuncia un aumento delle azioni ostili russe vicino ai confini europei.


Kaliningrad al centro dello scontro

In una comunicazione inviata alla Nato, l’ambasciata russa in Belgio ha contestato le esercitazioni militari dell’Alleanza nei pressi dei confini occidentali della Federazione. Secondo Mosca, alcune di queste attività comprenderebbero prove operative finalizzate a isolare Kaliningrad e aumenterebbero il pericolo di un confronto armato diretto.

La Russia sostiene inoltre che i Paesi della Nato stiano alimentando, attraverso una campagna informativa, il timore di un possibile attacco russo contro uno Stato baltico entro il 2029 o anche prima. L’ambasciata ha chiesto agli alleati di evitare dichiarazioni e iniziative capaci di aggravare ulteriormente la situazione.

Il messaggio più duro riguarda però la difesa dell’enclave. Mosca afferma di essere pronta a utilizzare «l’intero arsenale di armi a sua disposizione» per proteggere Kaliningrad, territorio che considera parte integrante della Federazione Russa.


La risposta dell’Alleanza

Allison Hart, portavoce della Nato, ha confermato la ricezione della lettera russa e ha spiegato che l’Alleanza ha già risposto. La replica, ha precisato, ribadisce che nessuna esercitazione o attività della Nato costituisce un pericolo per il territorio russo.

«Siamo un’Alleanza difensiva e nessuna delle nostre attività o esercitazioni rappresenta un rischio per alcuna parte del territorio russo», ha dichiarato Hart. La portavoce ha inoltre condannato le minacce di ricorrere alla forza, comprese quelle formulate con riferimenti nucleari, e ha chiesto a Mosca di interrompere la guerra in Ucraina.

Hart ha aggiunto che l’Alleanza continuerà a sostenere Kiev e che dispone delle capacità necessarie per proteggere ogni parte del territorio degli Stati membri. La Nato accusa inoltre la Russia di fare ricorso a tattiche ibride, senza però lasciarsi condizionare nelle proprie decisioni.


Estonia, accuse e solidarietà europea

La vicenda di Kaliningrad si intreccia con la denuncia estone sull’incendio di una fabbrica di droni. Tallinn sostiene che l’episodio sia stato provocato deliberatamente dalla Russia, mentre il Cremlino respinge l’accusa.

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La Commissione europea ha espresso «piena solidarietà all’Estonia» e ha parlato di un attacco sconsiderato, prendendo atto dell’attribuzione a Mosca. Un portavoce dell’esecutivo comunitario ha ricordato anche altri episodi segnalati negli ultimi anni: violazioni dello spazio aereo, sabotaggi, attacchi informatici e attività di spionaggio.

Secondo Bruxelles, il Cremlino punterebbe a intimorire i Paesi europei per ridurre il loro sostegno all’Ucraina. L’Unione europea ha indicato tra le proprie contromisure il finanziamento di sistemi contro i droni, la produzione comune di tecnologie, il contrasto alla flotta ombra e il rafforzamento dei controlli. Resta inoltre in preparazione un nuovo elenco di sanzioni individuali.

Anche Emmanuel Macron ha reagito alle accuse sull’incendio in Estonia. Il presidente francese ha definito la sequenza delle azioni attribuite alla Russia una «pericolosa fuga in avanti» e ha sostenuto che Mosca non riuscirà a indebolire né l’unità europea né la determinazione nel sostegno a Kiev.


Nuovi raid sulla capitale ucraina

Nella stessa notte, Kiev è stata colpita da nuovi attacchi russi. Un istituto scolastico ha preso fuoco dopo essere stato raggiunto da un ordigno, mentre in più quartieri della capitale sono stati segnalati danni.

Nel distretto di Solomianskyi, frammenti di un missile sono caduti nel cortile di un’abitazione e su una struttura amministrativa. Gli attacchi si aggiungono alle tensioni sul fronte diplomatico e alle accuse europee rivolte a Mosca.


L’accesso umanitario a Oleshky

La Commissione europea ha intanto chiesto che gli aiuti possano raggiungere Oleshky nel rispetto del diritto internazionale umanitario. Bruxelles considera «inaccettabile» la situazione nell’area e sostiene che ai civili debba essere consentito di lasciare le zone di combattimento in modo sicuro e volontario.

L’esecutivo comunitario monitora Oleshky e gli altri territori occupati, dove segnala ostacoli rilevanti all’assistenza, compresa l’assenza di corridoi umanitari. La Commissione ha riferito di collaborare con le organizzazioni internazionali e con l’Ucraina per mantenere attivo il canale degli aiuti aperto dall’inizio della guerra.

A irrigidire ulteriormente il quadro sono infine le parole di Serghei Lavrov. Il ministro degli Esteri russo, intervenendo a margine di un incontro del club Valdai, ha sostenuto che l’Unione europea stia conducendo una guerra contro la Russia e ha escluso dubbi su questa valutazione.

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