Jetten avverte l’Europa: «Kiev non può essere lasciata sola
Il premier dei Paesi Bassi chiede ai partner europei un impegno più rapido sul fronte economico, militare e civile per sostenere la resistenza ucraina.
La guerra in Ucraina resta al centro del confronto tra i leader europei, con il premier dei Paesi Bassi Rob Jetten che sollecita un cambio di passo negli aiuti a Kiev. Secondo il capo del governo olandese, diversi Stati stanno ancora offrendo un sostegno insufficiente e devono aumentare rapidamente il proprio contributo.
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Jetten chiede uno scatto europeo
Parlando all’arrivo al Consiglio europeo, Jetten ha rivolto un appello ai suoi omologhi affinché rafforzino le risorse destinate all’Ucraina. La richiesta riguarda non soltanto i finanziamenti e le forniture militari, ma anche le forme di assistenza non militare.
«Diamo un’accelerata ai nostri sforzi», ha detto il premier olandese, invitando i governi a garantire a Kiev le condizioni necessarie per prevalere nel conflitto. A suo giudizio, troppi Paesi europei non hanno ancora raggiunto un livello adeguato di sostegno.
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La responsabilità attribuita a Putin
Nel suo intervento, Jetten ha indicato direttamente Vladimir Putin come responsabile della prosecuzione delle ostilità. «C’è un solo motivo per cui questa guerra di aggressione continua, ed è perché Putin ha scelto di farlo», ha dichiarato davanti al vertice europeo.
Il premier dei Paesi Bassi ha aggiunto che la conclusione del conflitto dipende dalla decisione del presidente russo di avviare trattative. Fino a quel momento, ha sostenuto, gli ucraini dovranno continuare a difendersi e a proteggere anche i valori europei.
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