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Attualità 2 min di lettura2 giorni fa

Jacopo, il telefono resta introvabile: tutte le ipotesi restano aperte

Il cellulare del ragazzo non è stato recuperato e potrebbe aiutare a chiarire contatti e ultimi minuti prima della folgorazione.

«I compagni di studi di Jacopo, più che addolorati, sono sconvolti». Daniela Verdi, dirigente scolastica del liceo artistico Callisto Piazza di Lodi, ha descritto così lo stato d’animo degli studenti dopo la morte del 15enne.

L’istituto si prepara ad affiancare i ragazzi con il supporto di psicologi, così da offrire uno spazio di ascolto e aiutarli a elaborare il trauma. Verdi ha ricordato anche il valore della scuola come luogo di relazione e vicinanza: «Abbiamo 110 ragazzi fantastici, eccezionali».


A scuola il dolore degli amici

La dirigente ha scelto invece di non entrare nel merito della tragedia, limitandosi a riferire la reazione della comunità scolastica. «Questa tragedia non la voglio commentare», ha concluso.

Nel frattempo, la salma di Jacopo rimane sotto la disponibilità della Procura della Repubblica. Gli accertamenti disposti dovranno contribuire a ricostruire con precisione quanto accaduto a Lodi nella serata di venerdì.


Il cellulare può cambiare l’indagine

Tra gli elementi ancora assenti c’è il telefono del ragazzo. Il dispositivo non è stato rinvenuto e potrebbe essere rimasto nei terreni attorno al traliccio oppure essere stato portato altrove; per questo gli investigatori non considerano chiusa nessuna ricostruzione.

È stata inoltre smentita l’indiscrezione secondo cui lo smartphone sarebbe già stato trovato e conterrebbe un selfie realizzato poco prima della morte. Al momento, dunque, non esiste alcuna conferma di quel ritrovamento.

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Contatti e ultimi minuti da chiarire

Le persone che lavorano sul caso non escludono che Jacopo potesse essere in comunicazione con qualcuno quando si è verificata la folgorazione. Questa eventualità, però, non è accompagnata da elementi che facciano pensare al coinvolgimento di altre persone.

Se il cellulare venisse recuperato, la Procura potrebbe chiedere analisi sui dati e sulle comunicazioni presenti nel dispositivo. L’obiettivo sarebbe verificare gli ultimi contatti del 15enne e ricostruire i passaggi precedenti alla tragedia.


Resta incerta la dinamica

Gli investigatori devono ancora mettere in ordine la sequenza dei gesti compiuti dal ragazzo. Secondo le informazioni raccolte, Jacopo si sarebbe sdraiato sull’asfalto simulando di essere morto e, in un secondo momento, avrebbe raggiunto il traliccio.

È lì che sarebbe rimasto folgorato. La dinamica complessiva, compresi i motivi della salita e ciò che è avvenuto immediatamente prima, resta al centro degli accertamenti.

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