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Attualità 2 min di lettura8 ore fa

41 anni in cella, poi la svolta: il Dna riapre il caso Carter

Douglas Stewart Carter è stato scarcerato su cauzione dopo che nuove analisi genetiche lo hanno escluso dalle tracce biologiche raccolte sulla scena dell’omicidio

Dopo oltre quattro decenni trascorsi nel braccio della morte, Douglas Stewart Carter è tornato libero su cauzione. La decisione arriva in seguito a nuove analisi genetiche che non lo collegano al sangue trovato sulla scena dell’omicidio di Eva Olesen, per il quale era stato condannato a morte nel 1985.


Le nuove prove cambiano il quadro

I procuratori hanno comunicato che il profilo genetico di Carter non coincide con quello ricavato da una maniglia presente sul luogo del delitto. L’esame ha inoltre escluso l’uomo dal materiale biologico individuato sul coltello utilizzato per uccidere Olesen.

Alla luce di questi risultati, l’accusa ha ritirato la richiesta di condanna a morte e ha ritenuto “necessario e giusto” consentire il rilascio dell’imputato mentre prosegue la valutazione degli altri elementi del caso. Carter, oggi 71enne, continua a dichiararsi innocente.


Una condanna fondata su confessione e accuse

Nel processo originario non erano emerse prove fisiche che unissero direttamente Carter alla scena del crimine. A pesare contro di lui furono soprattutto una confessione, che l’uomo ha sempre sostenuto di avere firmato dopo essere stato costretto con la forza, e le dichiarazioni di due persone che dissero di averlo sentito vantarsi dell’omicidio.

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La vittima era la zia dell’allora capo della polizia locale. I due testimoni furono rintracciati nel 2011 in Messico e, secondo quanto riferito, ammisero di essere stati influenzati dagli investigatori con denaro, regali e minacce di deportazione.


Il nuovo processo è fissato nel 2027

Già lo scorso anno la Corte Suprema dell’Utah aveva disposto la celebrazione di un nuovo processo. I giudici avevano indicato diverse irregolarità attribuite alla polizia e alla procura durante il procedimento del 1985; la nuova udienza è prevista per l’inizio del 2027.

La difesa ha inoltre accusato gli investigatori di avere nascosto informazioni potenzialmente rilevanti. Tra queste ci sarebbero le testimonianze su un uomo bianco visto allontanarsi dalla scena e alcuni elementi che avrebbero indirizzato i sospetti verso il marito della vittima.

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