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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Italia prima nelle esportazioni di mele per il secondo anno

La campagna 2025/26 ha portato 1,06 miliardi di chili sui mercati esteri, per un valore di 1,2 miliardi di euro.

L’Italia ha mantenuto il primo posto mondiale nelle esportazioni di mele anche nella campagna commerciale 2025/26. Il Paese ha rappresentato il 17% del valore globale degli scambi, davanti a Stati Uniti e Cina.

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Valore e quantità vendute

Le spedizioni italiane hanno raggiunto circa 1.060 milioni di chili, con ricavi complessivi pari a 1,2 miliardi di euro. Rispetto alla stagione precedente, il valore è aumentato del 2%, mentre il prezzo medio delle vendite oltreconfine è salito del 3%.

La crescita è stata sostenuta anche dall’ampliamento dell’offerta varietale. Alle cultivar più conosciute, tra cui Golden Delicious, Gala, Stark, Granny Smith, Cripps Pink e Fuji, si sono affiancate nuove proposte pensate per rispondere alle preferenze dei consumatori internazionali.


La distribuzione sui mercati esteri

Le mele italiane sono arrivate in 86 Paesi, nonostante le difficoltà che hanno rallentato i trasporti e gli scambi internazionali. Particolarmente rilevante è stato l’aumento delle spedizioni verso i mercati fuori dall’Unione europea, cresciute del 24% in un anno.

Tra le destinazioni più dinamiche figurano Arabia Saudita, Egitto, Israele, Brasile e India, tutte comprese tra i primi dieci sbocchi commerciali del comparto. In Europa, invece, la Spagna ha registrato un incremento del 10% e si è confermata il secondo mercato per le mele italiane; la Germania ha ridotto gli acquisti, pur restando al primo posto.

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Una filiera presente tutto l’anno

Il risultato coinvolge le organizzazioni di produttori e le cooperative attive lungo l’intero territorio nazionale. Dalla Mela della Val di Non Dop e dalla produzione della Val Venosta fino alla Campania, patria della Annurca Igp, la filiera assicura disponibilità del prodotto per tutti i dodici mesi.

Le produzioni di Emilia-Romagna e Toscana completano una rete capace di sostenere la presenza italiana all’estero. Secondo le elaborazioni Ismea basate sui dati Itc, la quota nazionale ha superato quella degli Stati Uniti, fermi al 14%, e della Cina, al 13%.


Gli investimenti per la logistica

Nel rafforzamento del settore rientrano anche le misure sostenute dal Governo Meloni e dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, guidato da Francesco Lollobrigida. Gli interventi, finanziati nell’ambito del Pnrr, riguardano la logistica e lo sviluppo delle filiere.

Le risorse sono destinate all’ammodernamento delle imprese e al miglioramento della capacità competitiva del comparto, che nella campagna appena conclusa ha aumentato il valore delle vendite pur operando in una fase segnata da difficoltà nei collegamenti internazionali.

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