Meteo su Roma.

Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Italia, NoName attacca la logistica e i servizi pubblici a ottobre

Tra il 7 e il 22 ottobre attacchi Ddos hanno fermato servizi e attività, con perdite ancora da calcolare.

La campagna informatica di NoName ha colpito a ottobre imprese della logistica e piattaforme pubbliche italiane, causando interruzioni operative e rallentamenti nelle spedizioni. L’ondata è proseguita dal 7 fino al 21-22 ottobre e il danno economico non è ancora stato quantificato.

Offerta del giorno3 novembre

Tiqets

-6% sui musei da Tiqets

Scade tra 789 giorni
**********


Gli effetti sulle attività

In diversi casi i portali aziendali sono rimasti inaccessibili per ore o per giorni. Le conseguenze hanno riguardato ordini, comunicazioni e movimentazione delle merci, trasformando un problema digitale in un ostacolo per il lavoro quotidiano delle aziende.

Tra i nomi finiti nel mirino figurano Azimut Benetti Group, Neri Group, Confetra, Alis e Lorenzini & C. Gli attacchi, eseguiti con milioni di richieste artificiali concentrate nello stesso momento, hanno saturato i sistemi senza puntare necessariamente alla loro distruzione.


Dalla piattaforma pubblica alla Difesa

La prima incursione risale al 7 ottobre e ha interessato l’Hub dei contratti pubblici, servizio legato al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La piattaforma, gestita in convenzione da Itaca – Istituto per l’innovazione e la trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale – si trova sui server del Polo strategico nazionale; il ministero ha comunicato che il servizio è stato ripristinato nella stessa giornata.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Il giorno successivo NoName ha preso di mira la Farnesina, dopo le critiche rivolte dalla portavoce russa Maria Zakharova ad Antonio Tajani. Il 20 ottobre è toccato invece al sito del ministero della Difesa. Guido Crosetto ha definito l’episodio una «guerra ibrida», con un richiamo alla Russia.


Un attacco seguito dalle autorità

Le rivendicazioni sono comparse in alcuni casi sui canali Telegram. Gli esperti dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale hanno seguito l’evoluzione della serie di incursioni, che ha coinvolto trasporti, nautica, imprese e amministrazioni.

Una parte delle realtà interessate rientra nella direttiva Nis 2, che stabilisce obblighi più severi di protezione per i soggetti considerati essenziali. I tempi di ripristino sono variati: alcuni sistemi hanno ripreso a funzionare completamente dopo 24 o 48 ore, mentre per altri i disagi sono durati più a lungo.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere