Stipendi non dichiarati, l’Italia guida le rinunce dei candidati
Il sondaggio europeo mostra che il 77% si candida più volentieri quando l’annuncio indica una fascia retributiva.
In Italia, il 48% dei candidati ha già rinunciato a un’opportunità perché la retribuzione è stata comunicata troppo tardi.
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-6% sui musei da Tiqets
Le nuove regole sulla trasparenza
I risultati arrivano mentre i Paesi dell’Unione europea stanno adeguandosi alle disposizioni sulla trasparenza degli stipendi, pensate per rendere le offerte più verificabili e contenere le disparità salariali.
Per ilCVperfetto, anticipare queste informazioni non risponde soltanto a un obbligo normativo: può aiutare le aziende ad attirare e mantenere i candidati. Jasmine Escalera, esperta di carriera dell’organizzazione, ha spiegato che conoscere la paga incide sulla scelta di candidarsi, sulla decisione di continuare l’iter e sulla valutazione del possibile datore di lavoro.
Gli annunci restano spesso vaghi
L’indicazione dello stipendio, da sola, non garantisce chiarezza. L’87% delle persone coinvolte nell’indagine ha incontrato almeno una volta comunicazioni poco precise sulla retribuzione.
Nel dettaglio, il 40% ha letto formule come «stipendio competitivo» senza alcun importo; il 31% si è visto domandare le aspettative economiche prima di conoscere la proposta aziendale. Per il 24% le fasce erano troppo estese per essere utili, mentre un’analoga quota ha ricevuto i dettagli economici soltanto nelle fasi finali. L’18% si è poi trovato davanti a un’offerta più bassa rispetto all’intervallo pubblicizzato e l’11% a cifre ritenute non realistiche per il ruolo.
Il confronto tra quattro Paesi
La rilevazione, svolta da Pollfish per ilCVperfetto su mille lavoratori di Italia, Germania, Spagna e Francia, mostra che il 43% ha interrotto una selezione o respinto una proposta dopo aver ricevuto troppo tardi le informazioni sulla paga. Il 18% di questo gruppo lo ha fatto più di una volta.
Un ulteriore 41% non ha ancora abbandonato un iter per questo motivo, ma prenderebbe in esame la possibilità. Soltanto il 16% continuerebbe comunque il percorso senza considerare il ritardo nella comunicazione.
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Il dato italiano
L’Italia registra la percentuale più alta tra i quattro Paesi esaminati: il 48% degli intervistati ha dichiarato di avere già lasciato perdere un’opportunità per l’assenza tempestiva di indicazioni sulla retribuzione.
Inoltre, quasi tre lavoratori italiani su dieci hanno saputo quale sarebbe stata la paga soltanto quando la selezione era già avanzata. Nel campione complessivo questa situazione ha riguardato il 24% delle persone.
La fascia salariale orienta la candidatura
La trasparenza produce effetti già prima dell’invio del curriculum. Il 77% dei partecipanti ha detto di essere più incline a presentare la propria candidatura quando l’annuncio comprende un intervallo di stipendio: per il 53% l’informazione aumenta molto la propensione, per il 24% la incrementa in misura più contenuta.
Il 13% esclude direttamente gli annunci privi di questo dato, mentre soltanto il 10% considera la sua assenza poco rilevante. Per l’89% degli intervistati, inoltre, un’azienda che comunica con precisione la retribuzione appare più credibile.
Quando la paga viene svelata
La reticenza non riguarda soltanto chi valuta l’offerta iniziale. In molti casi la cifra viene resa nota dopo il primo colloquio o persino nelle battute conclusive, quando il candidato ha già investito tempo nel percorso e può scoprire che la proposta non risponde alle sue aspettative.
Nel complesso, il 43% dei lavoratori coinvolti ha già scelto di fermarsi o di rifiutare l’offerta proprio per questo motivo. Il dato italiano, superiore di cinque punti alla media, segnala una minore disponibilità ad arrivare alla fine dell’iter senza avere un quadro economico definito.
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