Italia, il riscatto è mondiale: Cuba travolta nella finale
Gli azzurri conquistano il titolo nel baseball per ciechi superando Cuba 10-4, due anni dopo la sconfitta di misura nella finale iridata di Londra.
Il conto aperto con Cuba si è chiuso nel modo più netto possibile: l’Italia ha vinto 10-4 la finale disputata il 3 ottobre sul diamante Simone Piani di Castiglione della Pescaia, conquistando il titolo mondiale nel baseball per ciechi. La rimonta decisiva è arrivata tra la quinta e la sesta ripresa, dopo che i caraibici erano passati avanti due volte.
Per gli azzurri è il secondo titolo nella storia della Coppa internazionale riconosciuta dalla federazione mondiale. Il successo assume un peso particolare perché nel 2024, a Londra, Cuba aveva battuto l’Italia 1-0 nell’atto conclusivo. «Vincere 10-4 è stata una grande rivincita, perché farlo con un punteggio così ampio non ce lo aspettavamo davvero», ha spiegato Marco Corazza, manager della Nazionale.
Una finale decisa dalla rimonta
Cuba ha aperto le marcature nella seconda ripresa, anche grazie a un errore italiano. Gli azzurri hanno però ribaltato il risultato nel turno successivo, portandosi sul 3-2 con tre punti segnati quando c’erano già due eliminati. Nel quarto attacco i cubani hanno nuovamente sorpassato, fissando il parziale sul 4-3.
La partita ha cambiato volto nella quinta ripresa: quattro valide italiane e due errori degli avversari hanno prodotto cinque punti, per l’8-4. Dopo una difesa perfetta, l’Italia ha allungato ancora nella prima parte della sesta, arrivando a 10-4. Cuba avrebbe dovuto segnare per prolungare l’incontro, ma un doppio gioco difensivo ha chiuso la sfida.
Giorgio Napoli ha contribuito con 4 valide e 4 punti battuti a casa, mentre Danny Oliveri, autore di 5 valide, è stato premiato come miglior giocatore della finale. Il riconoscimento riservato al miglior giovane è andato a Fabio Trombini. Il gruppo campione era composto da Giuseppe Allegretta, Federico Bassani, Giangiacomo Bonomo, Elia Manconi, Giorgio Napoli, Danny Oliveri, Daniela Demelsa Romano, Giovanni Santamaria, Andrea Spiga, Giuseppe Tocco e Fabio Trombini.
Il cammino degli azzurri
Prima dell’ultimo atto, l’Italia aveva superato senza difficoltà la fase a gironi: 20-0 contro l’Olanda, 8-0 con Taiwan cinese e 15-1 ai danni del Pakistan. La semifinale contro la Gran Bretagna è stata invece più complessa: gli azzurri hanno recuperato dal 2-4 della prima parte della quarta ripresa, imponendosi poi 11-4.
Secondo Corazza, proprio quella rincorsa ha aiutato la squadra a mantenere la concentrazione nella sfida per l’oro. La formazione, costruita combinando giocatori giovani ed esperti, si è preparata dal raduno di Roma sotto la guida dello staff formato anche da Emilia Ammirato, Matteo Boscardi, Ilaria Di Giulio e Francesco Volo.
La Gran Bretagna ha chiuso il torneo al terzo posto, battendo Taiwan cinese 9-2 nella finale per il bronzo. Il presidente della Federazione italiana baseball e softball, Marco Mazzieri, ha definito il titolo iridato la seconda parte di una storica doppietta dopo il successo europeo del 2025, ottenuto a Nettuno con il 7-2 sulla Gran Bretagna. Ha inoltre sottolineato la partecipazione del pubblico e il sostegno delle istituzioni locali, tra cui la Provincia di Grosseto e il Comune di Castiglione della Pescaia.
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Uno sport nato in Italia
Il baseball per ciechi è nato a Bologna nel 1994 da un’idea di Alfredo Meli, già giocatore della Nazionale vedenti e della Fortitudo. Il suo progetto prevedeva una palla di gomma dotata di sonagli e basi capaci di produrre segnali acustici. Le prime partite, disputate tra il 1994 e il 1996 all’Istituto Cavazza per Ciechi, erano amatoriali; nel 1997 è partito il campionato nazionale organizzato dall’Associazione Italiana Baseball Giocato da Ciechi insieme alla Federazione italiana.
Nel 2019 la stessa associazione e la Federazione hanno dato vita alla Lega Italiana Baseball per Ciechi e Ipovedenti. Oggi il movimento conta circa dieci squadre, tra cui Leonessa Brescia, Lampi Milano, Thunder’s 5 Milano, Bologna White Sox, Roma All Blinds, Firenze BXC, Patrini Malnate, Ducks Staranzano e Umbria Redskins.
Il regolamento internazionale deriva dal modello italiano. In campo ci sono cinque giocatori ciechi o ipovedenti, un atleta vedente e quattro o cinque assistenti vedenti, incaricati di far suonare palette collocate in seconda e terza base. Tutti i giocatori indossano una benda; la palla, forata e dotata di due sonagli, guida chi corre attraverso il rumore.
La sfida per il futuro paralimpico
Per circa 25 anni l’Italia è stata l’unico Paese a praticare questa disciplina, dedicandosi soprattutto alla sua diffusione oltre i confini nazionali. La prima competizione mondiale riconosciuta dalla federazione internazionale si è svolta nel 2022 a Beek, nei Paesi Bassi, con sei rappresentative: gli azzurri vinsero la finale contro la Gran Bretagna.
A Londra, nel 2024, le nazionali partecipanti erano salite a otto e Cuba aveva conquistato il titolo ai danni dell’Italia. Da allora il movimento ha continuato a espandersi: Francia, Germania, Paesi Bassi, Ungheria, Slovenia, Pakistan, Cuba e Taiwan hanno avviato o sviluppato proprie squadre ispirandosi al progetto italiano.
La disciplina mantiene inoltre una caratteristica inclusiva: uomini e donne giocano insieme. Dopo il nuovo titolo, l’obiettivo indicato da Corazza è l’ingresso del baseball per ciechi nel programma paralimpico, una prospettiva ancora da realizzare ma già dichiarata come il prossimo grande traguardo.
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