Israele, il ritiro di Gantz riapre la sfida: Eisenkot tallona Netanyahu
A otto giorni dalle elezioni, il leader di Blu e Bianco lascia la corsa mentre l’ultimo sondaggio Kan fotografa un equilibrio incerto tra i due principali schieramenti.
A otto giorni dalle elezioni israeliane del 27 ottobre, la campagna elettorale entra in una fase di forte instabilità. Benny Gantz ha annunciato il ritiro dalla competizione, mentre l’esercito ha innalzato il livello di allerta in vista del voto e un nuovo sondaggio descrive un confronto ravvicinato tra Benjamin Netanyahu e Gadi Eisenkot.
La decisione di Gantz arriva dopo mesi di rilevazioni negative per il suo partito, Blu e Bianco, rimasto sotto la soglia necessaria per entrare in parlamento. L’ex ministro della Difesa ha comunque assicurato che continuerà a impegnarsi per l’unità nazionale, seppure da una posizione meno esposta, indicandola come la strada per evitare una nuova catastrofe e affrontare le minacce interne ed esterne.
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Eisenkot accorcia le distanze
Secondo l’ultima rilevazione diffusa dall’emittente pubblica Kan, il blocco guidato da Gadi Eisenkot ha guadagnato un seggio, mentre l’area di Netanyahu ne ha persi due. Il fronte dell’ex capo delle Forze di Difesa Israeliane arriverebbe così a 52 seggi, contro i 51 attribuiti al blocco del primo ministro.
Il dato complessivo presenta però un quadro più articolato. I partiti di opposizione raggiungerebbero 65 seggi, in linea con quanto indicato da altri sondaggi recenti, ma il boicottaggio delle formazioni arabe modifica gli equilibri effettivi. La Lista Araba Unita di Mansour Abbas e la Lista Unita conquisterebbero insieme 13 seggi.
Guardando ai singoli partiti, Yashar, la formazione di Eisenkot, otterrebbe 23 seggi. Il Likud di Netanyahu si fermerebbe invece a 21. I movimenti dell’elettorato di estrema destra riguardano soprattutto Bezalel Smotrich, ministro delle Finanze, che avanzerebbe a spese del nuovo partito guidato da Ofer Winter, destinato secondo la rilevazione a non superare la soglia di sbarramento.
Gantz lascia una corsa già difficile
Gantz era considerato il principale antagonista politico di Netanyahu. Tra il 2020 e il 2022 aveva ricoperto gli incarichi di ministro della Difesa e vice primo ministro; dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023 era entrato nel Gabinetto di guerra straordinario istituito per gestire il conflitto.
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Nel giugno 2024 aveva però abbandonato quell’organismo, contestando la linea seguita da Netanyahu nella conduzione della guerra. Ora il ritiro dalla competizione elettorale arriva in un momento in cui il suo partito non riesce a intercettare abbastanza consensi per superare lo sbarramento parlamentare.
Esercito in massima allerta
La vigilia del voto è accompagnata anche da misure di sicurezza rafforzate. A partire da giovedì 22, le Forze di Difesa Israeliane hanno revocato i permessi ai militari e disposto un livello di allerta massimo su tutti i fronti.
La decisione è stata presa dal capo di stato maggiore Eyal Zamir dopo un esame della situazione militare con gli ufficiali di vertice. In una nota, Zamir ha spiegato che il compito delle forze armate è permettere lo svolgimento delle elezioni nei tempi stabiliti e in condizioni di sicurezza.
Il capo di stato maggiore ha inoltre ordinato di aumentare la presenza di ufficiali superiori nei centri di comando, così da mantenere adeguate capacità operative e una risposta rapida alle eventuali emergenze. «Le forze armate sono in stato di massima allerta e continueranno a mantenere un elevato livello di vigilanza e prontezza su tutti i fronti», ha dichiarato Zamir.
Anche la Cisgiordania sarà interessata dal rafforzamento del dispositivo. Il Comando Centrale riceverà uomini dal quartier generale della Brigata Paracadutisti e da altre unità, con l’obiettivo di consolidare lo schieramento nell’area e aumentare la presenza sul terreno.
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