Irkutsk, ospedali in quarantena: il caso che fa paura
La morte di una ricercatrice riaccende l’allarme in Siberia: strutture sanitarie isolate, mascherine obbligatorie e controlli mentre la causa del decesso resta incerta.
In Siberia cresce l’apprensione dopo la morte di Darya Shipilova, impiegata in un istituto di ricerca sulla peste nella regione di Irkutsk. Le autorità parlano ufficialmente di una polmonite dalla causa non ancora identificata, ma il sospetto di un’infezione più grave ha portato circa 200 persone in isolamento e diversi ospedali sotto restrizione.
Il dubbio sulla causa del decesso
A rendere il quadro ancora più confuso sono state le dichiarazioni contrastanti delle autorità. Alexey Tsydenov, responsabile della vicina Buriazia, aveva inizialmente attribuito la morte alla peste, salvo poi correggersi e definire questa ipotesi soltanto probabile. Il governatore di Irkutsk, Igor’ Kobzev, sostiene invece la versione ufficiale della polmonite di eziologia sconosciuta.
Nel frattempo, gli ospedali numero 3 e numero 10 e almeno un reparto di maternità sono stati sottoposti a misure di quarantena per tre settimane. L’accesso ai pazienti resta possibile, ma senza familiari o accompagnatori, con modalità simili a quelle adottate durante l’emergenza Covid.
Partorienti sole e questionari
Il clima nei reparti è stato raccontato da Uljana Gavrjunina, blogger incinta che il 5 ottobre si è recata al Centro Perinatale Cittadino di Irkutsk. Sua madre non ha potuto entrare con lei; all’ingresso le sono stati controllati la temperatura e l’aspetto della lingua, oltre alla consegna di due moduli sul suo stato di salute.
«Sono entrata in ospedale da sola. Mi hanno misurato la febbre e consegnato un questionario sulla peste», ha raccontato la donna. Uno dei documenti riportava infatti un riferimento esplicito al sospetto di infezione particolarmente pericolosa e alla peste. La blogger, ormai vicina alla quarantesima settimana di gravidanza, ha detto di essersi spaventata, pur descrivendo medici tranquilli e privi di atteggiamenti allarmistici.
Le gestanti devono per ora affrontare il parto senza il proprio partner. Non è stata indicata una data per la fine delle limitazioni, mentre nelle strutture sanitarie è richiesto l’uso della mascherina.
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Mascherine anche fuori dagli ospedali
Le precauzioni si sono estese ad altri luoghi della regione. Alla fonderia di alluminio di Shelekhov il direttore Artyom Fominykh ha disposto le mascherine come misura preventiva. Nella stessa area alcuni appuntamenti pubblici sono stati cancellati e, secondo testimonianze locali, dispositivi di protezione sarebbero stati distribuiti anche negli asili.
L’amministrazione di Baikalsk aveva invitato i residenti a non raggiungere Shelekhov, città vicina a Irkutsk, ma il messaggio è stato rimosso dopo circa due ore. Kobzev ha quindi cercato di ridimensionare l’allarme: «Tutti i contatti individuati sono sotto osservazione medica. Per ora nessuno presenta sintomi e gli esami di laboratorio sono risultati negativi».
Washington chiede chiarezza
Gli Stati Uniti stanno seguendo l’evoluzione della vicenda in coordinamento con i propri centri sanitari e con altre agenzie federali. Un portavoce del Dipartimento di Stato ha precisato che il monitoraggio resta costante, vista l’assenza di conferme su diversi elementi del caso.
La richiesta rivolta a Mosca è di diffondere rapidamente informazioni precise e trasparenti. Intanto, nella regione di Irkutsk, le autorità definiscono stabile la situazione epidemiologica, mentre le misure adottate e le notizie frammentarie alimentano la preoccupazione della popolazione.
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