8.000Lettori online ora
Attualità 2 min di lettura5 ore fa

Irkutsk, il mistero del contagio: Washington chiede risposte a Mosca

Gli Stati Uniti vogliono chiarire la morte di un tecnico russo e valutano il possibile rischio legato all’agente patogeno studiato nel laboratorio siberiano.

La morte di un tecnico di 28 anni in un istituto siberiano ha aperto una serie di interrogativi sulla natura dell’infezione e sulle informazioni diffuse dalle autorità russe. A Washington, in particolare, si cerca di capire se l’uomo sia stato colpito dalla peste polmonare oppure da un’altra malattia pericolosa studiata nella struttura di Irkutsk.

Il dubbio più delicato riguarda il possibile trattamento del patogeno all’interno del laboratorio. Se fosse stato modificato, la valutazione del caso e le eventuali contromisure internazionali assumerebbero una portata completamente diversa.


Washington alza il livello della pressione

Per ottenere chiarimenti, il Dipartimento di Stato ha presentato a Mosca un demarche, cioè una richiesta diplomatica formale con cui sollecita la trasmissione di informazioni. La conferma è arrivata da un portavoce dell’amministrazione statunitense, mentre il segretario di Stato Marco Rubio si trovava in Europa, con tappe previste in Islanda, Grecia e Portogallo.

Rubio ha sostenuto che la Russia dovrebbe mettere a disposizione tutti gli elementi possibili. Dopo la cautela espressa il giorno precedente, il segretario di Stato ha invitato a non trarre conclusioni affrettate: «Potrebbe essere più grande di quanto pensiamo. Non lo sappiamo, ma con le informazioni limitate che abbiamo sarebbe sconsiderato speculare», ha detto parlando con i giornalisti.

Nel frattempo, funzionari americani mantengono i contatti con i rappresentanti russi. Il confronto coinvolge sia i diplomatici sia gli esperti del Dipartimento della Sanità, nel tentativo di ricostruire con maggiore precisione quanto accaduto nell’istituto.


Il caso arriva sul tavolo di Trump

Anche Donald Trump ha annunciato un possibile intervento diretto. Parlando con i cronisti nel prato meridionale della Casa Bianca, il presidente ha riferito di avere in programma un colloquio con Vladimir Putin: «Arriverà presto, forse già domani», ha dichiarato, secondo la tempistica riportata nel testo originale.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Nei giorni precedenti Trump aveva offerto alla Russia collaborazione e assistenza per affrontare l’emergenza di Irkutsk. All’interno dell’amministrazione, tuttavia, alcuni funzionari restano diffidenti e ritengono che le comunicazioni rese pubbliche da Mosca lascino ampie zone d’ombra. Le informazioni disponibili negli Stati Uniti derivano anche dalle attività dell’intelligence e dal lavoro riservato dei diplomatici.


Quarantena e domande sull’istituto

L’ospedale nel quale il tecnico è stato curato e dove è morto è stato sottoposto a quarantena. Circa 200 persone risultano inoltre tenute sotto osservazione: una decisione che ha contribuito ad accrescere l’attenzione americana sulla vicenda, pur senza costituire da sola una prova sull’origine dell’infezione.

Non sono state introdotte misure specifiche per contenere una possibile diffusione del virus e non risultano nuove limitazioni ai viaggi legate al caso. Restano invece attive altre restrizioni sugli spostamenti verso la Russia, motivate dal conflitto in Ucraina e dal timore di arresti ritenuti ingiustificati.

L’Istituto contro la peste di Irkutsk non si occupa soltanto di peste: nella struttura vengono analizzate anche patologie come colera, antrace e brucellosi. Per questo, a Washington si attende di sapere quale sia stata esattamente la malattia che ha provocato il decesso e se l’agente infettivo abbia subito interventi o alterazioni durante le attività di laboratorio.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere