Iran, Sarfi teme nuovi raid: «Washington non accetta la sconfitta
Il direttore del Tehran Times contesta la lettura occidentale della crisi e boccia l’efficacia del blocco navale
Mohammad Sarfi osserva la crisi iraniana da una posizione particolare: guida il Tehran Times, la più antica testata in lingua inglese del Paese, nata all’indomani della rivoluzione islamica del 1979. Secondo il direttore, gli Stati Uniti non avrebbero ancora riconosciuto di aver perso e il rifiuto dell’ultima proposta di tregua potrebbe lasciare spazio a nuovi attacchi.
Sarfi accusa i media occidentali
La sua analisi parte da una critica alla rappresentazione dell’Iran offerta dalla stampa internazionale. Sarfi sostiene che molti organi d’informazione occidentali descrivano in modo riduttivo sia il sistema di potere sia la composizione della società iraniana.
A suo giudizio, questa lettura non darebbe il giusto rilievo alle manifestazioni organizzate a sostegno del governo. «La maggior parte dei media occidentali – dice – ha una visione superficiale della struttura di potere e della società iraniana», afferma il direttore del Tehran Times.
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La tregua resta lontana
Sarfi afferma di non essere rimasto sorpreso dal mancato accoglimento dell’ultima iniziativa per una tregua da parte degli Stati Uniti. Nel suo ragionamento, la decisione si inserisce nella difficoltà americana ad accettare l’esito dello scontro.
Il direttore iraniano mette inoltre in dubbio l’efficacia della pressione sul traffico marittimo. La sua valutazione è netta: «Ma il blocco navale non funziona». Da qui nasce il timore che la crisi possa proseguire con nuove azioni militari.
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