539notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 4 min di lettura1 ora fa

Interferenze, 540 casi in un anno: l’Italia è pronta alla sfida dell’AI

La minaccia non si presenta più soltanto sotto forma di notizie false isolate.

La minaccia non si presenta più soltanto sotto forma di notizie false isolate. Nel 2025 le autorità europee hanno censito 540 episodi di manipolazione e interferenza informativa straniera, con 147 casi nei quali sono state utilizzate tecniche basate sull’intelligenza artificiale: erano 41 l’anno precedente. In vista delle elezioni politiche italiane del 2027, il tema è quindi diventato una questione di tenuta democratica, non più soltanto di sicurezza.

Offerta del giorno20 ottobre

LOOKFANTASTIC

-22% su LOOKFANTASTIC

Scade tra 4 giorni
******


L’intelligenza artificiale accelera l’offensiva

I dati del Servizio europeo per l’azione esterna, riportati nel rapporto conclusivo del progetto FIMI Defenders for Election Integrity, descrivono una rete di proporzioni considerevoli. Le operazioni individuate nel 2025 hanno interessato circa 10.500 canali e 43mila contenuti. Nel 29% dei casi l’origine è stata ricondotta alla Russia, nel 6% alla Cina; per il restante 65% non è stato possibile stabilire con certezza una responsabilità statale, anche se diversi episodi mostravano collegamenti con infrastrutture russe o cinesi.

L’intelligenza artificiale rende più semplice confezionare materiali credibili, modificarli rapidamente e distribuirli in modo mirato. Le campagne possono così adattarsi alle debolezze politiche e sociali dei singoli Paesi, alimentando divisioni e alterando il clima nel quale maturano le scelte degli elettori.


L’allarme di Lombardo sul voto

Marco Lombardo, senatore di Azione, sostiene che il contrasto non debba restare confinato agli apparati di sicurezza. A margine dell’incontro di Roma ha definito la disinformazione e le ingerenze straniere “la più grave minaccia che oggi abbiamo per la sicurezza nazionale ed europea”, chiedendo che il problema entri stabilmente nel confronto pubblico.

Secondo Lombardo, le operazioni ostili fanno parte della guerra ibrida e non possono essere affrontate soltanto da intelligence e autorità competenti. Il senatore ha inoltre ricordato che, insieme a Carlo Calenda, nell’aprile 2025 ha presentato due proposte: il disegno di legge ordinario 1473, dedicato a uno scudo democratico, e il disegno di legge costituzionale 1472, sulla protezione del processo elettorale. I testi sono stati assegnati alla commissione Affari costituzionali del Senato nel maggio 2025, ma il loro esame non è ancora cominciato.

Lombardo attribuisce lo stallo alla difficoltà delle coalizioni di affrontare il tema senza far emergere divisioni interne. Il senatore ha quindi avvertito: “Occorre il coraggio di avere davvero la consapevolezza di quanto oggi siamo il ventre molle, per esempio, delle ingerenze russe”.


Le reti che fabbricano consenso

Il progetto FDEI, realizzato da dieci organizzazioni europee e internazionali, ha esaminato alcune delle principali campagne di manipolazione: Doppelganger, Storm-1516, Operation Overload e la rete Pravda, nota anche come Portal Kombat. Si tratta di strutture persistenti, non di singoli contenuti falsi: siti, profili e piattaforme diverse collaborano per produrre, ripetere e amplificare la stessa narrazione.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

L’obiettivo spesso non è persuadere immediatamente una persona con un messaggio preciso. La strategia consiste piuttosto nel creare un contesto apparentemente ricco di fonti indipendenti, nel quale una versione dei fatti viene riproposta così tante volte da sembrare conosciuta e attendibile.

Un esempio è la rete Pravda, individuata dall’agenzia francese VIGINUM con il nome di Portal Kombat. Il sistema raccoglie e rilancia materiali filorussi attraverso oltre duecento sottodomini dedicati a lingue e Paesi differenti. Dal primo settembre al 9 ottobre 2025, il solo spazio in lingua ceca ha ripubblicato più di 200mila contenuti, compresi 822 materiali direttamente collegati alle elezioni.


Dalla scoperta alla risposta

La grande quantità di pubblicazioni serve anche a favorire la presenza dei contenuti nei risultati dei motori di ricerca. Una volta ripresi da altri siti e rilanciati su canali differenti, i materiali diventano progressivamente più difficili da ricondurre alla fonte iniziale.

Il confronto organizzato a Roma all’Europa Experience David Sassoli ha messo in evidenza proprio questo divario: gli strumenti per riconoscere le campagne esistono, ma manca ancora un meccanismo abbastanza coordinato e veloce per trasformare le segnalazioni in interventi efficaci. All’incontro hanno partecipato 50 persone, tra cui 19 rappresentanti di 13 missioni diplomatiche presenti a Roma, esponenti delle istituzioni europee, del Parlamento italiano e delle organizzazioni specializzate.

L’evento, ospitato dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia e promosso dal DEN Institute e da Debunk.org per il consorzio FDEI, ha riunito anche rappresentanti della Commissione europea, del Servizio europeo per l’azione esterna e del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale. Tra le realtà coinvolte figuravano GLOBSEC, Institute for Strategic Dialogue, EU DisinfoLab, Digital Forensic Research Lab dell’Atlantic Council, NASK, CEE Digital Democracy Watch, Context.ro e Fundación Maldita.es.

La difficoltà, dunque, non riguarda soltanto l’individuazione delle interferenze. La sfida è impedire che campagne continuative, sostenute da infrastrutture transnazionali e potenziate dall’intelligenza artificiale, riescano a trasformare la ripetizione di una narrazione in una parvenza di verità condivisa.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere