Zelensky avverte l’Italia: la minaccia russa corre tra tv e social
Il presidente ucraino denuncia la pressione di Mosca sull’Europa, chiede garanzie solide per Kiev e rivendica il valore della cooperazione con Roma
La pressione di Mosca sull’Europa non passa soltanto dal campo di battaglia: secondo Volodymyr Zelensky, la Russia utilizza anche mezzi d’informazione, Internet e reti sociali per condizionare l’opinione pubblica. In un’intervista al Corriere della Sera, il presidente ucraino ha indicato l’Italia tra i Paesi coinvolti da questa guerra ibrida e ha affrontato anche i rapporti con Washington, le possibili trattative di pace e il sostegno di Roma a Kiev.
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La pressione russa passa dai media
Zelensky sostiene che l’azione russa contro l’Europa coinvolga anche Italia, Francia, Gran Bretagna e Germania. Non si tratterebbe dello stesso conflitto su vasta scala combattuto in Ucraina, ma di un’offensiva condotta attraverso televisione, stampa, Internet e social network, con l’obiettivo di orientare il consenso.
Il leader ucraino ha distinto il legittimo dissenso dei cittadini dalle campagne di manipolazione. A suo avviso, gli europei devono poter giudicare liberamente i propri governi, senza essere condizionati da operazioni attribuite a Mosca.
Kiev chiede garanzie vincolanti
Sul futuro di un eventuale cessate il fuoco, Zelensky ha indicato tre componenti considerate essenziali: le forze armate ucraine, l’Unione Europea e la Nato. La sua richiesta è che qualunque soluzione alternativa all’Alleanza Atlantica offra comunque impegni con la medesima efficacia giuridica.
«Il formato migliore comprende tre elementi: l’esercito ucraino, l’Unione europea e la Nato. Se non sarà la Nato, quale alternativa ci viene offerta? Siamo pronti a discutere garanzie equivalenti, anche con un altro nome, ma devono avere la stessa forza giuridica», ha affermato. Kiev chiede inoltre sistemi Patriot e assistenza in vista dell’inverno: proteggere lo spazio aereo, secondo Zelensky, aiuterebbe la popolazione a rimanere nel Paese.
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Il nodo Trump e il rapporto con Roma
Nell’intervista il presidente ucraino ha parlato anche del deterioramento della cooperazione con gli Stati Uniti. Le restrizioni nella condivisione delle informazioni d’intelligence e il rallentamento di Starlink, ha spiegato, non sono più soltanto ipotesi, ma misure già operative. Pur confermando la riconoscenza verso il popolo americano e l’amministrazione Trump, Zelensky ha chiesto maggiore chiarezza tra Paesi alleati.
Kiev, ha aggiunto, resta disponibile a confrontarsi con Washington su un negoziato e su un possibile accordo con Vladimir Putin. In merito all’eventualità di un incontro tra Stati Uniti, Russia e Cina senza rappresentanti ucraini, ha invece sostenuto che ogni discussione riguardante l’Ucraina dovrebbe coinvolgere direttamente anche Kiev.
Con Giorgia Meloni, Zelensky descrive il rapporto come positivo e rispettoso. Il sostegno italiano, ha spiegato, non sarebbe un trasferimento privo di contropartita: la collaborazione nel settore degli armamenti coinvolge anche il gruppo Leonardo e produce ricadute industriali in Italia.
«Non è un rapporto in cui l’Italia aiuta e l’Ucraina non dà nulla in cambio. Condividiamo l’esperienza sulle armi. Questo scambio fa crescere anche la tecnologia italiana», ha dichiarato. Il presidente ucraino ha sottolineato che negli stabilimenti italiani lavorano dipendenti italiani e che, quindi, la cooperazione comprende anche occupazione e sviluppo tecnologico, oltre all’assistenza a Kiev.
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